ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPrevidenza e legge di bilancio

Pensioni, ecco cosa prevede la Manovra: da quota 103 al bonus-rinvio del 10%

La platea potenziale del canale di uscita con 62 anni e 41 di contributi è di 41.100 lavoratori. Opzione donna limitata e variabile figli

di Marco Rogari

Pensioni, cosa c’è e cosa manca nella manovra 2023

3' di lettura

Uscita anticipata con Quota 103, nel mix 62 anni d'età e 41 di contributi, e bonus Maroni del 10% per chi la rinvia congelando però l'assegno. Proroga di Opzione donna limitata alle caregiver e alle invalidi civili con 60 anni e 35 di contributi e sconto anagrafico di un anno (59) per le lavoratrici con un figlio, che raddoppia (58 anni) per quelle con almeno due figli e che, in questo caso, viene esteso anche alle «licenziate». Prolungamento di un anno di Ape sociale nell'attuale versione. Nuovo meccanismo di rivalutazione su sei fasce con perequazione piena per i trattamenti fino a 4 volte il minimo (circa 2.100 euro) e tagli progressivi per quelli di importi superiori, che garantiranno 2,1 miliardi di minore spesa nel 2023. Indicizzazione maggiorata degli assegni pensionistici “minimi” e di quelli più bassi, che saliranno ad almeno 570 euro il prossimo anno e a circa 580 quello successivo. Appare ormai definita la fisionomia del pacchetto pensioni della manovra che si accinge ad arrivare in Parlamento per ottenere il via libera entro il 31 dicembre ed evitare così il rischio di esercizio provvisorio.

Quota 103: 47.600 uscite che diventano 41.100 con il bonus-rinvio

Dal prossimo anno Quota 102 viene sostituita dalla nuova Quota 41 con 62 anni d'età (Quota 103 di fatto). Il governo stima in 47.600 soggetti la platea potenziale che però scende a 41.100 per le ricadute del bonus del 10%. Che, una volta maturati i requisiti di Quota 103, dovrebbe consentire a circa 6.500 lavoratori di restare in attività beneficiando della decontribuzione in busta paga. Il costo della nuova Quota è di 571 milioni nel 2023 e di 1,18 miliardi nel 2024

Loading...

Assegno con Quota 103 non oltre i 36.600 euro e divieto di cumulo

Con Quota 103 scatta un tetto all'importo dell'assegno, che non potrà superare le 5 volte il minimo Inps: circa 36.600 euro l'anno nel 2023. Il trattamento non potrà poi essere cumulato con altri redditi da lavoro, esclusi quelli da lavoro autonomo occasionale fino a un massimo di 5mila euro.

Bonus Maroni del 10% per il rinvio

Chi sarà in possesso dei requisiti per Quota 103 potrà decidere di restare al lavoro usufruendo in busta paga di una decontribuzione pari alla quota contributiva a carico del lavoratore dipendente (circa il 9,19%). Allo stesso tempo però l'importo della pensione rimarrebbe congelato al livello maturato al momento del rinvio, e sarebbe quindi di fatto penalizzato. La platea ipotizzata è di circa 6.500 lavoratori per un costo di 10,4 milioni nel 2023.

Proroga secca di Ape sociale: la platea interessata è di 20mila lavoratori

L'Ape sociale, l'anticipo pensionistico per i lavoratori in particolari situazioni di difficoltà (ad esempio, disoccupati di lungo corso a caregiver) è prorogata di un anno nell'attuale versione. La platea stimata per il 2023 è di 20mila lavoratori per un costo di 134 milioni, ma l'impatto sui conti pubblici scende a 64 milioni grazie al recupero dei 70 milioni di minore spesa rispetto alla dote già stanziata negli anni scorsi.

Opzione donna non più per tutte: soglia anagrafica variabile da 58 a 60 anni sulla base dei figli

Anche Opzione donna, la possibilità di uscire anticipatamente con il ricalcolo contributivo dell'assegno, viene prolungata di un anno ma è limitata alle donne che assistono coniuge o parente con handicap, che risultano con una invalidità civile superiore o uguale al 74% e alle lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese con aperto un tavoli di crisi (in quest'ultimo caso l'uscita è a 58 anni). Resta fermo a 35 anni il requisito contributivo, mentre quello anagrafico sale di fatto a 60 anni con “sconti” sulla base della “prole”: due anni (uscita a 58 anni) per tutte le lavoratrici con almeno due figli; un anno (59 anni) per quelle con un solo figlio. Le maggiori pensioni attese nel 2023 con il restyling di questo canale d'uscita sono 2.900 per una spesa di 20,8 milioni.

Rivalutazioni: 2,1 miliardi dalla stretta sugli assegni

Il meccanismo di rivalutazione degli assegni al caro-vita viene rivisto con un nuovo meccanismo su sei fasce: 100% fino a 4 volte il minimo; 80% tra 4 e 5 volte il minimo; 55% tra 5 e 6 volte il minimo; 50% tra 6 e 8 volte il minimo; 40% tra 8 e 10 volte il minimo; 35% oltre 10 volte il minimo. La stretta progressiva sugli assegni superiori a circa 2.625 euro garantirà un minore spesa di 2,1 miliardi nel 2023, che salgono circa 4,1 miliardi nel 2024.

Perequazione maggiorata per le pensioni al minimo

Per gli assegni con un importo pari o inferiore a 525,38 euro mensili (6.829,94 l'anno) scatta una rivalutazione maggiorata dell'1,5% nel 2023 (571,5 euro al mese) e del 2,7% nel 2023 (circa 580 euro). Il costo previsto per questa misura è di 210 milioni il prossimo anno e di 379 milioni in quello successivo.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti