Consiglio dei ministri

Giustizia, Draghi chiede sostegno alla riforma: «Ora lealtà in Parlamento»

Via libera alla proposta Cartabia dal Consigliio dei ministri. Mediazione con i Cinque Stelle che avevano minacciato l’astensione sul testo per il nodo prescrizione

(ANSA)

3' di lettura

Non un voto formale sulla riforma del processo penale ma una richiesta da parte del premier Mario Draghi a sostenere il testo del ministro della Giustizia Marta Cartabia. Parole accolte dai ministri senza obiezioni. Il governo supera così, dopo giorni di tensioni crescenti, uno scoglio che rischiava di creare problemi di tenuta nella maggioranza. Soprattutto per l’insoddisfazione manifestata dai ministri del M5S sulla prescrizione e l’ipotesi, circolata in giornata, che i Cinque Stelle potessero astenersi.

La riunione prima del Cdm

Draghi ha lavorato a una soluzione: prima della riunione alle 18,45 (la convocazione era alle 17), ha visto con il Guardasigilli Cartabia con i ministri Cinque Stelle. La via d’uscita è stato l’inserimento dei reati contro la Pa, come la corruzione e la concussione, tra quelli con tempi processuali allungati. Un allungamento di massimo un anno subordinato alla particolare complessità del procedimento. La riunione è potuta così iniziare anche se poco dopo Forza Italia ha chiesto una sospensione per valutare le modifiche. Poi l’appello di Draghi: tutti sostengano convintamente il testo della riforma del processo penale e siano leali in Parlamento. Da nessuno dei presenti sono arrivate obiezioni: passa così la proposta del ministro.

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Il premier: ora lealtà in Parlamento

«Vorrei ringraziare la ministra Cartabia per questo bel testo e ringrazio tutti voi: il tema è complesso e di alta dignità per il significato del governo. Vi chiedo di sostenere con lealtà in Parlamento questo importante provvedimento» sono le parole pronunciate dal presidente del Consiglio nel Cdm che ha approvato all’unanimità gli emendamenti proposti dalla ministra Cartabia. «Veniamo da esperienze politiche diverse, esprimiamo bandiere identitarie, lo sforzo è stato quello di allontanarsi un poco da tali bandiere ma in modo tale» che tutti possano riconoscersi nel testo della riforma.

Cartabia: con riforma immagine processo condivisa

«Lo sforzo della riforma è stato dare un’immagine del processo penale in cui tutti potessero riconoscersi» ha detto Cartabia, nell’illustrare gli emendamenti al Cdm sulla riforma della Giustizia.

Le riunioni dei Cinque Stelle

Ma la giornata aveva registrato momenti di grande tensione. A cavallo dell’ora di pranzo si erano tenute più riunioni, nel Movimento 5 Stelle. A una avevano partecipato diversi “big” - anche membri del governo - pentastellati. Ad agitare il M5S, come detto, era la proposta sulla prescrizione che “salva” solo in parte il testo di Alfonso Bonafede. La linea a cui tenderebbe il Movimento era inizialmente quella dell’astensione, quando per la veità mancava l’ufficialità sul fatto che in Consiglio dei ministri si tenesse un voto sulla relazione del ministro della Giustizia.

L’accelerazione di Draghi-Cartabia

La riforma del processo penale è ferma in commissione alla Camera (attesa in Aula il 23 luglio), mentre più avanzato - ma anch’esso a rilento - è il lavoro della riforma del processo civile in Senato. C’è poi bisognerà mettere mano alla riforma del Csm. Ecco perché Draghi e Cartabia hanno deciso di portare in Cdm il pacchetto di emendamenti del governo sul processo penale. Il passaggio in Consiglio non è d’obbligo ma il via libera dei ministri serve a rafforzare l’iter parlamentare.

Italia viva: contentino a M5s, ora lavoro Camere

«Italia viva ha votato a favore in Consiglio dei ministri apprezzando la netta svolta del ministro Cartabia rispetto al ministro Bonafede: l’aggiunta della modifica» chiesta dai Cinque stelle «sembra più un contentino per i media che una cosa di sostanza e comunque lavoreremo per sistemare il testo in Parlamento». Lo affermano fonti di Italia viva al termine del Cdm.

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