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Robinhood, debutto in Borsa al ribasso per il broker dei meme stock

Gli scambi sono partiti a 38 dollari, pari al pricing effettuato al minimo della forchetta ipotizzata. Poi le flessioni anche del 10%

di Marco Valsania

Gamestop e non solo. Così i piccoli trader sfidano la grande finanza

4' di lettura

Robinhood, il broker online che ha scosso Wall Street, ha debuttato all’insegna di ribassi, chiudendo la prima giornata di scambi al Nasdaq in calo dell’8,37% a 34,8 dollari. La flessione è scattata nonostante il pricing della sua Ipo fosse avvenuto a 38 dollari, il minimo della forchetta considerata tra i 38 e i 42 dollari e pari ad un valore della società di 32 miliardi. Il prezzo “conservatore” di partenza, secondo gli analisti, rifletteva tanto una domanda tiepida e preoccupazioni per valutazioni eccessive, l’anno scorso la società era valutata “solo” 12 miliardi, quanto il desiderio della società di mettere a segno un debutto di successo, che possa favorire rialzi e minimizzare rischi di cadute e troppa volatilità. Il nerovismo e la cautela si sono però manifestati al cospetto del titolo, che prima degli scambi era indicato a 42 dollari e ha in seguito ceduto anche oltre il 10%, dimezzando le perdite nel pomeriggio e riaggravandole infine in chiusura. La market cap al termine della prima giornata è stata comunque di circa 29 miliardi di dollari. I due co-fondatori, Vladimir Tenev e Baiju Bhatt, sono divenuti miliardari grazie alla loro quota nel gruppo, con patrimoni stimati in oltre due miliardi di dollari.

Una Ipo insolita

La credibilità di Robinhood è in gioco nel suo arrivo in Borsa, uno dei più attesi Ipo dell’anno. Coronamento di una storia considerata dai più improbabile, ricca di sorprese e shock, fino alle stesse modalità scelte per il collocamento. Cominciamo da queste ultime. Chi meglio per sfidare la tradizione degli Ipo d'una società dal nome Robinhood e che ha fatto storia con la promessa di rivoluzionare i servizi per gli investitori? Il discusso broker online - salito alla ribalta con lo slogan della radicale democratizzazione di Wall Street ma anche per multe dei regulators, “meme stock” e conflitto di interessi – ha sprintato verso il collocamento azionario iniziale di questa settimana sull'onda d'un roadshow virtuale trasmesso in live streaming. Aperto ad un esercito di utenti retail per i quali ha riservato un inedito pacchetto di titoli attraverso la sua app: un terzo dei 55 milioni di azioni offerte, rispetto all'1%-2% abituale.

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Conti pensionistici e criptovalute

I meccanismi dell’Ipo non solo le state le sole sorprese annunciate di recente. Il co-fondatore e Ceo Vlad Tenev negli ultimi giorni ha anche reso noto che, in una strategia di continua espansione americana e internazionale, potrebbe lanciare conti di risparmio pensionistico. Come pure rendere sempre più agevole trattare in criptovalute, un business in forte crescita.

I precedenti difficili

Per Robinhood, sede a Menlo Park in California, i rischi insiti nell’Ipo adesso non mancano. Il passato è costellato di scivoloni di collocamenti iniziali ritenuti innovativi, da Google a Vonage e Bats Global Markets. La volatilità per il broker online potrebbe essere moltiplicata da un'altra sua scelta men che tradizionale: permettere ai dipendenti di vendere fin da subito il 15% delle loro azioni.

Diventare la Money App globale del futuro

Il prospetto mette però nero su bianco la dichiarata missione trasformatrice che intende perseguire: “Siamo tutti investitori. Stiamo creando una moderna piattaforma di servizi finanziari” per il mondo. L'obiettivo, ha detto Tenev nel roadshow, è diventare una “global company”, la “money app unica del futuro”. Sono ambizioni da Amazon della finanza, anche se tra le ispirazioni originali Robinhood ha il movimento di protesta Occupy Wall Street, tra i principi fondanti cita la logica aristotelica e promette di “educare” i risparmiatori.

Una crescita a rotta di collo tra i nuovi trader

Robinhood, a suo favore, arriva al debutto in Borsa dopo una straordinaria crescita nell'ultimo anno: pioniere dal 2013 delle contrattazioni gratuite, senza commissioni, ha saputo mobilitare generazioni di nuovi trader durante i lockdown da pandemia. Oggi ha 18 milioni di conti di investimento e 80 miliardi di asset, contro 7,2 milioni e 19 miliardi un anno fa. Metà dei clienti sono alle prime armi, il 40% usa quotidianamente la piattaforma. Nel primo trimestre ha accusato perdite per 1,4 miliardi contro i 53 milioni persi un anno fa. Ma le ha attribuite anzitutto a nuovo debito rastrellato con successo per 3,5 miliardi. Mentre le entrate sono più che quadruplicate a 420 milioni, dopo che nell'intero 2020 erano salite del 245 per cento. Ha oggi 2.100 dipendenti contro i 300 del 2018.

Le critiche

Ambizioni e crescita non sono però tutto. I critici non hanno abbassato la guardia, spesso a colpi di ricorsi in tribunale. Sotto i riflettori è il ruolo del broker nelle violente oscillazioni di GameStop e altri meme stock a inizio 2021. E vicende ancora più drammatiche, quali il suicidio d'un giovane utente al quale la società aveva erroneamente imputato enormi debiti. Di recente ha pagato una multa e risarcimenti record da 70 milioni ai regulators della Finra per informazioni “false o ingannevoli”, paralisi del suo sistema e la contrattazione di opzioni da parte di clienti senza requisiti. Sono possibili altre sanzioni anti-riclaggio per 30 milioni. Ad allungare ombre è soprattutto una multa da 65 milioni versata alla Sec a fine anno scorso per aver nascosto agli investitori il suo modello di Payment for order flow (Pfof). Oggi questo è oggi il cuore del suo business, l'81% delle entrate del primo trimestre: la vede indirizzare ordini di compravendita a colossi che eseguono le operazioni in cambio di pagamenti. L'accusa, dalla Sec e dal Congresso, è che generi un grave conflitto di interessi e danni agli investitori nelle condizioni e costi del trading, abbastanza da provocare giri di vite o messe al bando. Sotto scrutinio sono anche le criptovalute, business rischioso e cresciuto di sei volte in tre mesi per Robinhood.

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