Outdoor

Sedute sospese e a dondolo per il relax all’aria aperta

Un elemento forte nelle tradizioni e per molti versi infantile diventa contemporaneo grazie a forme, colori e materiali innovativi

di Antonella Galli

Shibui di Paola Lenti: disegnata da Francesco Rota con struttura in metallo e piano in bacchette di bambù legate da cinghie in iuta, è sostenuta da corde in acciaio rivestite in lino

3' di lettura

Forse mai come in queste settimane ci siamo soffermati tra le vie e i palazzi ad ammirare le cascate di gelsomini o le chiome rigogliose degli alberi, cercando di dimenticare l’inverno appena trascorso. La natura ci accoglie (ancora) a braccia aperte e ci consente di gustare, nei giardini e sui balconi, le giornate più lunghe dell’anno e le notti dense di profumi. A tale scopo le poltrone a dondolo sono la compagnia ideale e, ancora meglio, le sedute sospese, che ci riportano all’infanzia, e addirittura alla vita prenatale. Il movimento oscillatorio è, infatti, uno dei metodi primari di rilassamento poiché richiama l’esperienza del dondolio sperimentata nel grembo materno.

Per queste ragioni le collezioni di sedute destinate al relax outdoor spesso prevedono modelli a dondolo in versioni classiche o più creative. Ne è un esempio la sontuosa poltrona Stankar, un progetto di La Conca per la collezione outdoor di Visionnaire. La struttura è un unica grande raggiera ricurva, che ingloba i cuscini di seduta e si amplia alla base favorendo il movimento con le sue linee stondate. Il telaio metallico è avvolto da un intreccio in canapa naturale e lurex e strizza l’occhio al mondo della moda.

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Punta su una resina speciale la poltrona Folio Rocking di Nardi, azienda guidata da Floriana Nardi, che ne spiega la genesi: «È appositamente progettata per il relax, realizzata sfruttando l’elasticità della resina fiberglass, riciclabile al 100%. Lo schienale è avvolgente ed ergonomico e può essere reclinato in due posizioni». Disegnata da Raffaello Galiotto, ha la scocca sottile, dalla linea continua e priva di elementi di congiunzione, traforata secondo una griglia a quadri. Alla base le slitte in polipropilene possono essere sostituite con i piedini, rendendola utilizzabile nella doppia versione.

Anticonvenzionale è la poltrona a dondolo Voido di Magis, un progetto che l’estro di Ron Arad, sempre in bilico tra design e arte, ha trasformato in una presenza scultorea. Il materiale, innanzitutto: il polietilene, adatto all’outdoor e stampato in rotazionale, un processo che consente di creare oggetti grandi e leggeri; poi la forma: sintesi estrema di un dondolo, ricorda i cappi di un fiocco. Ma la semplicità apparente cela il complesso processo di ingegnerizzazione che la rende accogliente come un abbraccio.

L’effetto rilassante del dondolio è ancora più efficace se praticato in leggerezza, sospesi da terra. Lo assicurano le sedute che prevedono l’aggancio a un supporto esterno oppure a una struttura autoportante. Dedon, marchio tedesco di outdoor, aggiunge quest’anno Kida, sognante poltrona firmata dal celebre designer newyorkese Stephen Burks: la struttura ovoidale sospesa richiama la forma di una culla. Ha un’ariosa trama in tubolare di alluminio rivestita da una speciale fibra Dedon morbida ed è completata da una cuscinatura generosa che regala il giusto comfort.

Richiama alla memoria le altalene di un tempo Lisa Swing, poltrona sospesa in tubolare metallico rivestito in corda nautica intrecciata, firmata da Marcello Ziliani per l’azienda S-cab. L’art director Luisa Battaglia ne svela l’ispirazione: «Tutti abbiamo desiderio di leggerezza, di estate. Quale miglior proposta se non un oggetto che ci rimanda alla fanciullezza e a quell’istante di pura felicità che abbiamo provato sull’altalena?». Della stessa idea è Paola Lenti, creatrice dell’omonimo marchio di arredi: «Dondoli e sedute sospese sono elementi tradizionali che abbiamo interpretato e reso contemporanei attraverso materiali, proporzioni e colori nuovi, ma che conservano il loro fascino antico». Come Shibui, una grande piattaforma quadrata (1,8 m di lato) con struttura in metallo e piano in bacchette di bambù legate da cinghie in iuta: sospesa a corde in acciaio rivestite in lino, è completata da materassini in materiali naturali. Disegnata da Francesco Rota, fa parte di Eres, la nuova collezione sostenibile di Paola Lenti che predilige fibre vegetali e totalmente rinnovabili.

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