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Segui i soldi, troverai la mafia: un podcast racconta come il «metodo Falcone» fa scuola

Un podcast in 6 puntate del format «Fiume di denaro» racconta quel metodo attraverso le testimonianze di chi lavorò col giudice istruttore morto 30 anni fa con la moglie e tre agenti di scorta

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

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2' di lettura

«Il vero tallone d’Achille delle organizzazioni mafiose è costituito dalle tracce che lasciano dietro di sé i grandi movimenti di denaro connessi alle attività criminali più lucrose. Lo sviluppo di queste tracce, attraverso un’indagine patrimoniale che segua il flusso di denaro proveniente dai traffici illeciti, è quindi la strada maestra nelle investigazioni in materia di mafia».

Correva il 1982 quando Giovanni Falcone e il suo collega di Milano Giuliano Turone spiegarono ai colleghi magistrati accorsi a Castelgandolfo (Roma) una rivoluzionaria tecnica investigativa che si basava su un principio semplice: «Segui i soldi, troverai la mafia».

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Il “Metodo Falcone” – che dà il nome al podcast in sei puntate del format multimediale “Fiume di denaro” del Sole 24 Ore, disponibile sul sito, Spotify, Apple Podcast e tutte le piattaforme digitali – è la più nobile e alta eredità del giudice istruttore morto il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci, con la moglie e tre agenti di scorta. Il metodo di indagine che il giudice istruttore sviluppò per dare un volto e un nome alla mafia siciliana nascosta dietro assegni, transazioni finanziarie, patrimoni e capitali sporchi, ha fatto scuola nel mondo al punto che le Nazioni Unite lo hanno fatto proprio nella lotta al crimine organizzato transnazionale.

LA PRIMA PUNTATA DEL PODCAST: Tutto nasce da un assegno

Il podcast ricostruisce la nascita, lo sviluppo e le nuove sfide di quel metodo – che oggi appare scontato ma che allora era inatteso e dirompente – attraverso voci, testimonianze e ricordi di chi ha vissuto e lavorato accanto al giudice istruttore. Le testimonianze dell'ex procuratore svizzero Paolo Bernasconi, del generale della Gdf Ignazio Gibilaro e dei magistrati Antonio Ingroia e Giuliano Turone, ci condurranno nel “metodo Falcone” fino al suo punto più alto nella storia della lotta a Cosa Nostra: il maxiprocesso, che rappresentò la condanna a morte del giudice istruttore, quando aveva appena compiuto 53 anni.

Il calendario delle uscite:

19 maggio - Tutto nasce da un assegno
La formazione a Trapani e l’incontro con i boss di Cosa nostra, le origini del metodo e la squadra “fantasma” che lavorava con Falcone

26 maggio - Il far west
Prima del “metodo Falcone” niente 416 bis e misure patrimoniali antimafia ma Falcone dà ugualmente vita ai processi Spatola e Pizza Connection

2 giugno - La lezione di Castel Gandolfo
Falcone e Turone – impegnato a Milano nei processi Sindona, Calvi e P2 – spiegano ai magistrati come «seguire i soldi e trovare la mafia»

9 giugno - La rivoluzione del maxiprocesso
Falcone e il pool antimafia riescono a dare un volto e far condannare il gotha di Cosa nostra e a svelare le enormi ricchezze illecite della mafia

16 giugno - Un percorso a ostacoli
Le Nazioni Unite hanno fatto proprio il “metodo Falcone”, messo alla prova dagli immortali paradisi fiscali e dai nuovi rischi delle criptovalute

23 giugno - L’Uomo e la sua eredità
Falcone era un investigatore e uno stratega grande ma umile: il suo lascito etico, morale e professionale è ambito ma non così facile da cogliere

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