Dopo l’assalto alla sede della Cgil

Sindacati a Roma. Landini: la piazza parla al Paese, governo sciolga le forze fasciste

In 100mila a piazza San Giovanni. Massima l’attenzione sul fronte della sicurezza e dei controlli

"Mai piu' fascismi", sindacati in piazza a Roma il 16 ottobre

5' di lettura

«Mai più fascismi: per il lavoro, la partecipazione, la democrazia», è lo slogan della manifestazione nazionale indetta da Cgil, Cisl e Uil a piazza san Giovanni a Roma dopo l’assalto di sabato scorso alla sede della Cgil guidato da esponenti neofascisti di Forza Nuova. «Questa piazza parla a tutto il Paese. È una risposta che parla da sola, che dice che tutta Italia che vuole cambiare questo Paese, che vuole chiudere con la violenza politica. Ma anche che vogliamo essere protagonisti del cambiamento economico. Tutto il governo assuma questa sfida e apra una fase di cambiamento sociale del Paese», ha detto il leader Cgil Maurizio Landini dal palco della manifestazione, alla quale hanno partecipato 100mila persone. «Le organizzazioni fasciste devono essere sciolte - ha aggiunto - : si passi ora dalla solidarietà ad azioni concrete e lo Stato dimostri la sua forza democratica nel far rispettare leggi e applicare la Costituzione».

Il leader della Cgil: serve una riforma del fisco equa

Dal palco Landini ha toccato diversi temi, dall’esigenza di aumentare le retribuzioni al rafforzamento delle tutele per le donne vittime di violenza. «Dalla pandemia del virus alla pandemia salariale: per questo serve un intervento che inverta la distribuzione della ricchezza, una riforma del fisco che sia equa e che combatta l’evasione fiscale, 120 miliardi, e basta il numero per rendere chiaro quale sia l’obiettivo di una lotta senza quartiere. Ma le sue caratteristiche devono essere semplici e chiare a tutti: deve aumentare il netto in busta paga e anche quello delle pensioni, non c’è un’altra strada», ha detto il segretario della Cgil.

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Landini: governo intervenga su multinazionali e Ita

Landini ha poi rivolto una stoccata alle multinazionali che delocalizzano e chiudono le fabbriche in Italia. «Basta con le multinazionali che dalla sera alla mattina hanno deciso di chiudere e licenziare. Non possiamo permettere che questo avvenga, è necessario che il governo metta in campo anche provvedimenti straordinari. Se queste aziende vogliono andare via devono favorire altri imprenditori e attività e i lavoratori. Il governo deve intervenire». Anche su Alitalia, ha aggiunto, «lì con soldi pubblici si sta dando vita ad una nuova società. È messa in discussione l’esistenza del contratto nazionale di lavoro: il governo intervenga, non è accettabile».

Il segretario: violenze lasciato intatto quadro Guttuso

«Serve investire nella cultura e nella conoscenza, diritti da garantire a tutti», ha chiarito Landini che è poi tornato sulla devastazione del piano terra della sede nazionale del sindacato, sabato scorso, ad opera di forze neofasciste e no vax: «Abbia lasciato intatto un bellissimo quadro di Guttuso: mi sono detto che forse non sapevano chi fosse, era troppo complicato per loro».

Il numero uno della Cgil: manifestazione per la democrazia

«Questa è una manifestazione che difende la democrazia di tutti. Questo è il tema», aveva detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, arrivando al corteo in risposta alle parole del segretario della Lega, Matteo Salvini. Un messaggio poi ribadito durante l’intervento sul palco. «L’attacco alla Cgil - aveva detto - è in realtà un attacco alla dignità del lavoro di tutto il Paese. E noi siamo qui non per difendere qualcuno ma per difendere la democrazia e per estenderla».

Sbarra: sciogliere subito le forze neofasciste

Di difesa della democrazia ha parlato anche il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, intervenendo dal palco della manifestazione. «Con l’attacco squadrista alla sede della Cgil è stato colpito il sindacato e il mondo del lavoro» e questo «imponeva una sola scelta essere qui, uniti, contro tutti i fascismi, stare qui insieme con le nostre idee e proposte. Mi dispiace che qualcuno dissenta, ce ne faremo una ragione. Questa è una manifestazione autenticamente sindacale». Sbarra ha poi richiamato la necessità «di procedere velocemente allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. L’arco parlamentare e costituzionale sia unito e deciso. È un passo doverso».

Bombardieri: una grande giornata di democrazia

«Noi abbiamo invitato tutti. Lo slogan della piazza è l'antifascismo, democrazia e lavoro. Pensavamo potessero essere degli slogan sui quali potessero ritrovarsi tutti», ha commentato il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, prima dell'inizio della manifestazione. «Questa è una piazza democratica, una piazza che unisce. Da qui vorremmo lanciare un augurio: che da oggi riparta un nuovo percorso unitario per ricostruire il Paese».

Orlando: non vedo discriminazioni per green pass

Molti i politici che sono arrivati a San Giovanni, a cominciare dal segretario del Pd, Enrico Letta e dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, ma ci sono anche il leader dei M5S, Giuseppe Conte e il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio:«Lavoratori discriminati per il Green pass? Non vedo la discriminazione. Ognuno ha facoltà di scelta», ha risposto il ministro Orlando. «L'unica vera obiezione che si può prendere in considerazione è che chi si fa il tampone per andare a lavorare può avere un trattamento lievemente diverso da chi se lo fa per svolgere altre attività. Ma alla fine la via maestra è quella del vaccino»

Letta in piazza: silenzio per rispetto piazza

Il segretario Dem, invece, ha scelto di non rispondere alle domande dei tanti giornalisti che hanno provato a chiedergli del significato dell’evento e delle assenze di alcuni partiti. Una decisione, spiegano fonti dem, presa nel rispetto del silenzio elettorale e verso una piazza che non deve avere vessillo di partiti, per mandare un messaggio di unità nell’antifascismo. Letta ha poi ricevuto con piacere in regalo una maglietta con la scritta “La matrice dell’Europa è antifascista”, realizzata dall’associazione EuropaNow.

Allerta sicurezza

Sono stati organizzati 800 pullman provenienti da tutta Italia, 10 treni speciali, più qualche volo dalle isole, oltre a quanti si muoveranno con mezzi propri. Massima l’attenzione sul fronte della sicurezza e dei controlli, proprio dopo le violenze di sabato scorso durante la manifestazione non autorizzata dei non green pass, che ha portato anche all’arresto di esponenti di Forza nuova. Il Viminale ha previsto un grande dispiegamento di uomini, tra i 1.500 e i 2.000.

Il giorno dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di green pass per tutti i lavoratori, sia nel settore pubblico che privato, e alla vigilia del ritorno alle urne per i ballottaggi per la scelta del sindaco, tra cui Roma e Torino, per i sindacati ma anche per il centrosinistra quella di oggi non vuole però essere una manifestazione politica. Lo rimarca lo stesso numero uno della Cgil, respingendo l’accusa di volersi in alcun modo “intromettere” nelle elezioni.

Le adesioni alla manifestazione

Decine le adesioni di associazioni, movimenti e partiti, da Pd a M5s e Leu, Sinistra italiana, Rifondazione comunista, Europa verde. Attesi in piazza, tra gli altri, il segretario del Pd Enrico Letta e il leader del M5s, Giuseppe Conte. Dal palco prenderanno la parola i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. Il centrodestra, invece, non ci sarà, appellandosi anche al rispetto del silenzio elettorale, come ripetuto dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «La piazza sarà di parte», attacca il segretario della Lega, Matteo Salvini. Nei giorni scorsi Forza Italia aveva fatto sapere che avrebbe partecipato se fosse stata spostata la data.


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