DIARIO DI VIAGGIO

Smart working in crociera: l’ufficio con vista sul Mediterraneo a prova di Covid

Dopo i controlli di rito e il tampone negativo per tutti, passeggeri e personale, si parte da Genova a bordo della Msc Magnifica per un giro con varie tappe nel Mediterraneo occidentale e orientale a prezzi scontati. Sulla nave si può lavorare connessi e in sicurezza. Nel pacchetto è incluso il Piano di Protezione Covid (CPP)

di Antonio Armano

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Smart working in crociera

Dopo i controlli di rito e il tampone negativo per tutti, passeggeri e personale, si parte da Genova a bordo della Msc Magnifica per un giro con varie tappe nel Mediterraneo occidentale e orientale a prezzi scontati. Sulla nave si può lavorare connessi e in sicurezza. Nel pacchetto è incluso il Piano di Protezione Covid (CPP)


4' di lettura

È passato mezzo secolo da quando l’armatore Gianluigi Aponte ha fatto viaggiare la prima nave (da Livorno alla Somalia con un carico di cammelli al ritorno), e la coincidenza cronologica mi viene in mente perché Livorno è la prima tappa di una crociera sul Mediterraneo in un mondo per molti aspetti cambiato. Dove si può lavorare al computer da qualsiasi luogo perfino su una nave da crociera. Ebbene sì, scrivo a bordo di una nave da crociera della Msc - con l’offerta “Smartworking@sea” - mentre la luce dell’alba arrossa il profilo frastagliato di Messina (dove sembra tornata l’estate); due giorni dopo si arriverà al Pireo, poi Katakolon, cioè Olimpia, Malta, Civitavecchia e giovedì la Msc Magnifica farà ritorno a Genova, dopo dieci giorni di viaggio passati navigando soprattutto di notte. L’offerta comprende Internet illimitato perché in mare aperto il telefono non prende, anche se gran parte delle giornate si passano in porto mentre gli spostamenti avvengono tra la sera e la mattina, in altre parole fuori dall’orario d’ufficio. In navigazione ci si collega al wifi di bordo.

Tampone (negativo) e poi si salpa

Per imbarcarmi mi sono dovuto sottoporre al tampone con un tempo di attesa di circa un’ora durante la quale ho lavorato sotto il soffitto ligneo della stazione marittima di Genova, già luogo di partenza dei migranti sui transatlantici. Si viene chiamati a salire per gruppi indicati con un numero progressivo (il mio è il nove) e se non si passa il test si resta a terra ma protetti dal Ppc, un piano per il Covid che copre tutte le spese legate al contagio, dalle visite mediche al rimpatrio. È possibile anche cambiare gratuitamente la data della crociera entro 15 giorni dalla partenza. Il tampone è di tipo antigenico e in caso di esito positivo si fa quello molecolare, che richiede più tempo ma è più affidabile. Se qualcuno si dovesse ammalare sulla nave esiste una zona dedicata all’isolamento.

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Le continue sanificazioni a bordo

La seconda ondata a terra

Mi sento più sicuro per mare e non ho lasciato Milano con rimpianto, a voler usare un eufemismo. Ho perfino smesso di lasciare le scarpe sullo zerbino. Ovunque sulla Magnifica ci sono distributori di gel disinfettante, i passeggeri - così come il personale - sono disciplinatissimi e indossano sempre la mascherina tranne che al ristorante o all’aperto quando sono sul ponte tra la piscina, le vasche idromassaggio e le sdraio per prendere l’ultimo sole caldo dell’anno. Prima di entrare al buffet o al ristorante viene controllata la febbre e a bordo c’è un centro medico.

La nave è abbastanza popolata da non sentirsi soli, ma lontana dalla capienza massima – circa tremila passeggeri – e si trova sempre un luogo dove stare in pace alla giusta distanza dagli altri, al limite il bellissimo teatro, in stile déco: quando mai avrò più un teatro tutto per me dove scrivere manco fossi Tennesee Williams? A parte i bambini, neanche troppo numerosi, il clima sulla Magnifica è allegro ma non euforico visto quello che sta succedendo. Il luogo più tranquillo per lavorare è decisamente la cabina e in particolare il terrazzino sul mare con balaustrata trasparente per godersi il paesaggio: visto che il tempo è ottimo e si può stare all’aperto, tanto vale approfittarne.

Lavorare in mare aperto

La corsa sul ponte e il wifi

C’è la palestra a prua con vetrata sul mare, ma preferisco correre sul ponte più alto all’aria aperta facendo anche diverse scale su e giù per variare il ritmo. La nave non è studiata per lavorare ma consente di farlo in modo agevole: quando si è in mare aperto, il collegamento wifi è piuttosto lento e se si vuole qualcosa di più veloce bisogna prendere l’altra nave di Msc attualmente in crociera, la Grandiosa, smartship di ultima generazione dove esiste anche un sistema di tracciamento attraverso braccialetto digitale. Sulla Magnifica il wifi va bene per mandare messaggi con whatsapp, usare i social-network, inviare e ricevere posta elettronica senza allegati pesanti e visitare siti ma non basta per i collegamenti in video.

La palestra a bordo

In mare aperto si naviga in modo lento e quando si è in vista dal porto viene da gridare “terra!” come Cristoforo Colombo non vedendo l’ora di essere di nuovo connessi. Un altro limite è quello dell’alimentazione del telefono o del computer. Ormai i caffè e gli altri luoghi pubblici delle città del mondo si sono dotati di diverse prese di corrente per consentire di lavorare o studiare mentre si è in giro. Qui invece bisogna ricordarsi di caricare le apparecchiature quando si è in cabina e di portarsi in viaggio una batteria esterna per il telefono.

Dopo le prime notti non prive di qualche ansia – riuscirò a lavorare? - si teme il rientro, quando le giornate non saranno più scandite dalle albe senza rumore sul mare e si pensa con invidia ai passeggeri che stavano facendo il giro del mondo in crociera durante la prima ondata: Msc ha dato loro la possibilità di sbarcare e rientrare in aereo in Italia ma giustamente tutti hanno voluto restare a bordo sull’isola felice della nave.

A bordo della Magnifica

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