RAPPORTO GARTNER

Smartphone ancora in caduta libera. Male Samsung, si salva solo Apple

Il mercato degli smartphone nel secondo trimestre dell'anno paga dazio alla pandemia Covid-19 e chiude il periodo con un calo a volume del 20,4%

di Gianni Rusconi

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(Tiko - stock.adobe.com)

Il mercato degli smartphone nel secondo trimestre dell'anno paga dazio alla pandemia Covid-19 e chiude il periodo con un calo a volume del 20,4%


3' di lettura

Niente da fare, e c'era (anche vista la stagionalità) da aspettarselo. Il mercato degli smartphone su scala globale anche nel secondo periodo dell'anno paga dazio alla pandemia Covid-19 e chiude il periodo con un calo a volume del 20,4% del venduto all'utente finale, per un totale di 295 milioni di unità. Lo dice il consueto rapporto trimestrale di Gartner, che conferma di fatto i dati dei primi tre mesi del 2020, quando il consuntivo in rosso si era fermato al 20,2%.

Cupertino perde solo lo 0,4%

Tutti i principali vendor hanno di che lamentarsi ma c'è chi è riuscito a contenere meglio degli altri il robusto calo di domanda. Parliamo di Apple, la cui flessione anno su anno si limita allo 0,4%, per circa 38,4 milioni di iPhone finiti nelle tasche dei consumatori. La casa di Cupertino consolida quindi il terzo posto nel ranking, con il 13% di quota di mercato, ringrazia le buonissime performance della serie SE e la crescita del business in Cina e osserva probabilmente compiaciuta i “guai” delle sue due grandi rivali. Samsung, che si conferma di pochissimo regina degli smartphone con il 18,6% di share, registra infatti una frenata del 27,4% passando da 75 a circa 55 milioni di unità vendute (poco brillanti, in particolare, i risultati ottenuti dai modelli di punta della famiglia Galaxy S). Va molto meglio a Huawei, che da aprile a giugno perde rispetto al secondo trimestre del 2019 “solo” 4 milioni di pezzi (il bilancio del periodo è in negativo del 6,8%) ma si avvicina al trono del gigante coreano catturando una fetta del 18,4% assoluta (e del 42,6% nel mercato cinese, dove si conferma marchio leader) in virtù di una consistente ripresa rispetto ai primi tre mesi.

Il salto indietro di Xiaomi

Osservando i dati raccolti dagli analisti di Gartner, balza immediatamente all'occhio anche il brusco rallentamento di due marchi in grande spolvero pre-lockdown, e cioè le cinesi Xiaomi e Oppo, che perdono nel trimestre rispettivamente il 21,5% e il 15,9% del venduto nel raffronto anno su anno. La prima, in particolare, aveva girato a fine marzo con una crescita dell'1,4% rispetto all'anno precedente, andando in controtendenza rispetto al calo di consegne di tutti gli altri produttori (Samsung -22,7%, Huawei -27,3%, Oppo -19,1% ed Apple -8,2%) e massimizzando la minore dipendenza dai fornitori cinesi per gli approvvigionamenti e l'efficienza del servizio di vendita online.

Lo scenario: Cina in ripresa, India a picco

Praticamente tutti i principali mercati mondiali hanno dovuto affrontare lunghe e variegate restrizioni dovute al Coronavirus per una buona parte del secondo trimestre, con il conseguente progressivo calo della domanda di smartphone. Fa eccezione, e non è ovviamente un'eccezione da poco, la Cina. Il miglioramento della situazione nel grande Paese asiatico, in cui le vendite sono diminuite solo del 7% (quasi 94 i milioni di smartphone arrivati ai consumatori), come ha spiegato in una nota Anshul Gupta, senior research director in Gartner, non è però bastato a contrastare gli effetti delle restrizioni ai viaggi, delle chiusure di molti esercizi al dettaglio e di una spesa dimostratasi più prudente per prodotti non essenziali. Mettiamoci anche il forte ridimensionamento subito dal mercato indiano, che ha registrato il peggior risultato (- 46%) tra i primi cinque Paesi al mondo, ed ecco spiegato il secondo trimestre consecutivo in calo per il comparto degli smartphone. Difficile, a questo punto, pensare che il consuntivo di fine 2020 possa essere in attivo.


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