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Sos lavoratori nei campi: prorogati i permessi di soggiorno per gli stagionali

Prima risposta del governo all’emergenza denunciata dalle associazioni agricole: chi già lavora in Italia potrà automaticamente restare fino al 15 giugno

di Micaela Cappellini

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Prima risposta del governo all’emergenza denunciata dalle associazioni agricole: chi già lavora in Italia potrà automaticamente restare fino al 15 giugno


2' di lettura

Il ministero dell’Interno ha prorogato fino al 15 giugno tutti i permessi di soggiorno per il lavoratori stagionali che erano in scadenza tra il 31 gennaio il 15 aprile. Il provvedimento era particolarmente atteso tra i campi, dove tra poche settimane riprenderà il lavoro e dove in questi giorni si sta registrando una assoluta mancanza di manodopera. L’emergenza coronavirus e la chiusura delle frontiere ha spinto a tornare nel loro Paese d’origine molti lavoratori bulgari e rumeni, che rappresentano una quota significativa degli stagionali che ogni anno prestano servizio in Italia. Così, le aziende agricole italiane si sono trovate sguarnite. Ora, grazie a questo primo intervento del governo, almeno i lavoratori extra-Ue potranno ricominciare la stagione.

La Coldiretti si dice soddisfatta di questo primo provvedimento: «Con il blocco delle frontiere alla circolazione delle persone è a rischio più di un quarto del Made in Italy, che ogni anno viene portato sulle tavole degli italiani grazie a 370mila lavoratori regolari che arrivano ogni anno dall’estero».

Il prolungamento dei permessi, però, non sono abbastanza per risolvere il problema delle campagne italiane: «Molti operatori stagionali europei - ricorda Confagricoltura - sono in possesso di contratti già firmati con le aziende e sarebbero anche disponibili a venire in Italia, ma non riescono ad arrivare perché trovano difficoltà ad attraversare determinati Paesi. Per questo chiediamo all’Unione europea di creare una sorta di “corridoi” per permettere la mobilità all'interno della Ue di questi lavoratori».

Tra le altre ipoetsi al vaglio del governo per aumentare la manodopera nei campi ci sarebbe il ricorso a nuovi voucher, oppure l’utilizzo delle persone che attualmente sono disoccupate ma percepiscono il reddito di cittadinanza.

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