Alla Camera

Sostegni bis: dubbi della Ragioneria, il decreto torna in commissione

La richiesta è stata avanzata dal relatore al termine della discussione generale in Aula. La Ragioneria ha chiesto correzioni relative alcune coperture. L’esame del decreto in Aula alla Camera molto probabilmente verrà blindato con la richiesta di fiducia

3' di lettura

Il decreto legge Sostegni bis torna in commissione Bilancio alla Camera. La richiesta è stata avanzata dal relatore Giuseppe Buompane (M5s) al termine della discussione generale in Aula. «Questo provvedimento è molto complesso e ha richiesto un lavoro di verifica. C’è una nota della Ragioneria per alcune correzioni in ordine ad alcune coperture», ha spiegato in Aula. La seduta è stata sospesa, dopo il via libera dell’assemblea alla richiesta, e riprenderà in serata.

Da centri impiego a contributi partite Iva

Dallo stop al rifinanziamento permanente dei centri per l’impiego utilizzando i fondi del reddito di cittadinanza alla cancellazione della proposta salva-anno bianco per le partite Iva: sono 9 in tutto gli emendamenti al Dl sostegni bis messi a punto dai relatori che recepiscono i rilievi della Ragioneria dello Stato a causa delle mancate coperture di alcune proposte approvate in commissione Bilancio durante l’esame del provvedimento. Tra le modifiche ne spunta una anche aggiuntiva, sempre a firma dei relatori, che prevede che ai componenti della commissione tecnica presso il dipartimento editoria di Palazzo Chigi chiamata a «svolgere approfondimenti sulle misure di riforma per il riequilibrio finanziario della gestione previdenziale sostitutiva dell’Inpgi non spettino compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti».

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Sostegni bis: verso fiducia alla Camera

L’esame del decreto legge Sostegni bis in Aula alla Camera molto probabilmente verrà blindato con la richiesta di fiducia, secondo quanto si apprende. Il testo è in prima lettura a Montecitorio: passerà poi dunque all’esame del Senato dove è difficile immaginare ulteriori modifiche dato che le misure devono essere convertite in legge entro il 24 luglio.

Pagelle fiscali, anche l'Iva si paga entro il 15 settembre

Nell'ultima riscrittura delle scadenze fiscali per professionisti e autonomi messa al voto dalla commissione Bilancio della Camera è arrivata intanto un'altra gradita sorpresa per i contribuenti soggetti alle pagelle fiscali: tra i versamenti rinviati a metà settembre senza applicazione della maggiorazione dello 0,40% rientrano anche i pagamenti dell'imposta sul valore aggiunto. Si tratta delle quinta rata del saldo o del pagamento della seconda in relazione alle scelte effettuate dai contribuenti.

Non solo. Per evitare disguidi e i necessari chiarimenti dell'amministrazione finanziaria sull'ambito di applicazione del nuovo calendario fiscale, l'emendamento fortemente voluto dal relatore al decreto Sostegni bis, Massimo Bitonci (Lega) e dal collega di partito Alberto Gusmeroli, prevede espressamente che i pagamenti in scadenza di tutte le tasse tra il 30 giugno e il 31 agosto si rinviano a metà settembre anche per i contribuenti in regime forfettario e per quelli a cui si applicano le cause di esclusione dagli Isa.

Per i contratti a termine causali legate anche a contrattazione

Nell'ultimo pacchetto di correttivi approvato ieri va segnalato quello dei relatori con cui si interviene nuovamente sulla disciplina dei contratti a termine, dopo la prima vera modifica al decreto dignità sulle causali, d'ora in avanti affidate anche alla contrattazione collettiva, inclusa quella aziendale (articolo 51 del Dlgs 81 del 2015). La nuova norma prevede che, fino al 30 settembre 2022, qualora si verifichino specifiche esigenze previste, appunto, dai contratti collettivi, si può apporre un termine di durata superiore ai 12 mesi ma comunque non eccedente i 24 mesi (che oggi rappresenta il limite legale massimo di utilizzo di un rapporto a tempo determinato).

Stop ai licenziamenti nel tessile fino al 31 ottobre

Nel decreto Sostegni bis è entrata anche l'ultima mediazione del governo Draghi sui licenziamenti, prima confluita in un apposito decreto fisco-lavoro: per i datori di lavoro delle industrie tessili-abbigliamento-pelletteria sono previste altre 17 settimane di cig gratuita (non sono dovuti i contributi addizionali) da fruire dal 1° luglio al 31 ottobre. Fino al 31 ottobre quindi non si può licenziare. Arrivano anche altre 13 settimane di cig fino a dicembre per le imprese del manifatturiero che hanno esaurito l'ammortizzatore emergenziale (chi le usa non può licenziare).

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