riforma dello sport

«Sport e periferie», stanziati 205 milioni per 245 progetti

Saranno 245 i progetti coinvolti nel piano «Sport e periferie» annunciato da Sport e Salute Spa. La graduatoria verrà presentata nei prossimi giorni e privilegerà comuni al di sotto dei 5mila abitanti. Amministrazioni coinvolte in cofinanziamento per il 53% attraverso il coinvolgimento dell’Istituto per il credito sportivo.

di Veronica Riefolo


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(credit Rocco De Benedictis)

3' di lettura

Aumentare la pratica sportiva di base, valorizzare gli stili di vita sani, assicurare risorse certe allo sport italiano (riducendo la burocrazia e aumentando la trasparenza). Sono alcuni degli obiettivi della Riforma dello Sport che ha portato alla trasformazione completa del Coni Servizi in una nuova società denominata Sport e Salute Spa la quale andrà a gestire le scelte di politica pubblica sportiva, con riferimento all'erogazione dei contributi per le attività da destinare alle federazioni sportive nazionali e agli enti locali. «La responsabilità del progetto Sport e Periferie ” - ha spiegato Rocco Sabelli, presidente e ad di Sport e Salute alla presentazione del bando a Palazzo Chigi - è passato dal Coni a Sport e Salute che da parte attuativa, da oggi, si prende anche la parte istruttoria. Da adesso in avanti i progetti li delibererà Sport e Salute e non più la giunta del Coni. Lo sport ha tutti i suoi difetti, i suoi limiti, ma probabilmente in confronto con altri settori proprio ultimo non finisce. Abbiamo fatto un censimento e ci risulta che ci sono 56mila impianti che necessitano di ristrutturazione in tutta Italia».

Gli obiettivi di Sport e Salute
L'obiettivo della sua gestione nel nuovo ente che sostituisce Coni Servizi, sarà quella di «spendere bene e senza abbassare le barriere, perché abbiamo necessità di rendere sempre più trasparenti le procedure», ha chiarito Sabelli, che tra le priorità a poco più di un mese dal suo insediamento evidenzia: «Semplificheremo innanzitutto la governance perché tra Coni e Coni Servizi c'era una ripartizione dei compiti. Ci attrezzeremo e costruiremo un'unità interna, utilizzeremo il censimento in termini di geo-marketing e bocceremo le domande che da subito si vedono deboli o mancanti di qualche requisito, il notevole know how di Coni-Servizi potrà dare una mano ai Comuni che ne necessitano. Useremo il nostro territorio per aiutarci sul territorio».

Progetti a quota 245

Saranno 245 i progetti coinvolti nel piano “Sport e Periferie”. I dettagli sono stati presentati a Palazzo Chigi da Giancarlo Giorgetti, sottosegretario con delega allo Sport, affiancato dal capo dell'Ufficio per lo Sport Michele Sciscioli, da Rocco Sabelli e Andrea Abodi, presidente dell' Istituto per il credito sportivo . Presente in sala anche il vicepremier Matteo Salvini. La graduatoria verrà presentata nei prossimi giorni e privilegerà comuni al di sotto dei 5mila abitanti, progetti più piccoli in centri più piccoli con difficoltà socioeconomiche riscontrabili. Per la prima volta, come riferito dal Governo, le amministrazioni saranno inoltre coinvolte in cofinanziamento per il 53% attraverso il coinvolgimento dell'Istituto per il credito sportivo.

Le risorse in campo

Una rimodulazione dello stanziamento delle risorse, con più fondi disponibili già dal 2020 e una riduzione consistente nell'ultimo dei 6 anni previsti dal piano. Nello specifico, il Governo sottolinea che dal 2020 al 2023 saranno assicurati 25 milioni (invece di 10 milioni), nel 2024 previsto uno stanziamento di 20 milioni (non più 10), mentre nel 2025 invece dei 190 che erano previsti ne saranno corrisposti 85. Complessivamente, per i prossimi 6 anni si tratta di 35 milioni in meno (205 al posto di 240) rispetto al precedente piano, ma con la possibilità di intervenire per ampliare l'ammontare delle risorse, specie per il Sud. «Alla luce delle numerose istanze presentate al bando Sport e Periferie e tenuto conto del livello di immediata esclusività di un numero rilevante di opere finanziabili - specifica la Presidenza del Consiglio dei ministri nel documento -, nonché alla possibilità di procedere rapidamente all'adozione di un nuovo bando destinato a impianti localizzati al Sud al fine di garantire il pieno rispetto delle percentuali di utilizzo del Fondo sviluppo e coesione nelle diverse zone del Paese l'ammontare delle risorse potrà essere ulteriormente ampliato sulla base delle risorse finanziarie del fondo per lo sviluppo e la coesione».

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