Consumi

Sushi day, esplode anche il fai da te e corrono le vendite nei supermercati

Giornata mondiale il 18 giugno. Crescono gli acquisti di piatti pronti sia d’asporto che nella Gdo, ma anche gli ingredienti come riso e salmone

di Manuela Soressi

(Leszek Czerwonka - stock.adobe.com)

3' di lettura

Nel calendario delle giornate internazionali dedicate al cibo poteva mancare quella del sushi? La si celebra il 18 giugno in tutto il mondo e naturalmente anche in Italia, dove il successo del piatto giapponese per eccellenza sembra inarrestabile. Negli ultimi anni i consumi sono cresciuti in modo esponenziale, partendo dal mondo della ristorazione e arrivando ai corner presenti in super e ipermercati.

Un trend che non è stato bloccato neppure dalla pandemia quando, pur di non rinunciare a nigiri e uramaki a causa del lockdown, gli italiani ne hanno aumentato gli acquisti in Gdo (+28% annuo) e gli ordini nel food delivery (+42%), dove la cucina giapponese è al terzo posto, dietro pizza e hamburger secondo le analisi di Just Eat.
Con la riapertura dei ristoranti, la voglia di sushi è addirittura aumentata, facendo registrare, secondo Nielsen, il 68% di vendite in più tra aprile 2020 e maggio 2021

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Curiosamente non siamo solo grandi consumatori di sushi “classico” ma ci abbiamo anche messo del nostro. Tanto che nei menu delle catene specializzate, a fianco dei grandi classici, ci sono anche ricette nate in Italia. Come il Dream Roll con salmone, avocado e formaggio spalmabile di Sushi Daily: una ricetta italiana tra le più vendute e che è stata esportata anche nei punti vendita presenti negli altri paesi europei.

Il fatto è che da qualche tempo gli italiani hanno iniziato a cucinarlo con le proprie mani, mettendo a frutto la loro creatività. Circa metà di quell'80% che durante la pandemia si è dedicato alla sperimentazione in cucina si è cimentata col sushi, rivela un'indagine condotta da Youthquake. La passione per il sushi fai-da-te ha conquistato gli italiani al punto che al supermercato ora si possono trovare non solo gli ingredienti ma anche tutto il necessario per realizzarlo in casa, messo a disposizione dalle catene specializzate, che propongono anche masterclass condotte da maestri.

«Il sushi sta diventando sempre più un'esperienza da condividere, e lo testimonia la crescente richiesta di piatti grandi con ampio assortimento», spiega Massimo Mezzanotte, country manager Italia di Sushi Daily, catena che a fine giugno arriverà a 200 chioschi per la produzione espressa del sushi e circa 70 vetrine in punti vendita della Gdo –. Anche per questo abbiamo rivisto e ottimizzato la linea di vassoi, il nostro best seller, che abbiamo ampliato anche in vista degli Europei».

Gli specialisti del sushi si stanno, comunque, già preparando al post-boom. Sushi Daily ha inserito in punti vendita selezionati una linea di ricette hot food della cucina asiatica, come i ramen, e il Sando, tipico sandwich della gastronomia giapponese che sta spopolando sul web.Intanto il boom del sushi ha trainato la crescita di alcuni prodotti, come il riso (+30%), e in particolare la varietà Selenio, per cui l'associazione dei produttori industriali Airi ha chiesto un aumento della coltivazione proprio per far fronte alla richiesta di questa varietà perfetta per il sushi. O come il salmone fresco, visto che un acquirente su due preferisce il sushi che lo contiene. Facendo lievitare le vendite di salmone norvegese, la cui frequenza di acquisto è cresciuta del 10,6%, la spesa per acquirente dell'11% e i volumi di vendita di quasi il 3%.

«Nonostante la forte volatilità delle scelte durante la pandemia, la fedeltà degli italiani al nostro salmone è evidente e conferma quanto sia tra gli alimenti preferiti dai consumatori», afferma Trym Eidem Gundersen, direttore del Norwegian Seafood Council in Italia.

In parallelo crescono anche i fatturati delle insegne specializzate, come FCF Holding, presente in Italia con i corner Eat Happy, passati dai 2 milioni di euro del 2019 ai 10 previsti per quest'anno, e con i prodotti Wakame che, in 15 mesi, ha più che triplicato il numero di punti vendita serviti, superando il milione di euro di fatturato mensile.
«La nostra strategia a medio termine prevede l'apertura di un secondo production hub – annuncia Andrea Calistri, ceo e managing girector per l’Italia – e lo sviluppo di partnership con fornitori di materia prima locale certificata e la collaborazione con grandi nomi e consorzi dell'alimentare Made in Italy per nuove limited edition».

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