Made in Puglia

Tagliatore tutela la filiera e punta sulla collezione donna

Cresce la linea donna

di Silvia Pieraccini

Un total look per l'autunno-inverno 2021-2022 della collezione Tagliatore donna

2' di lettura

Per far tornare a brillare il mercato ferito dal Covid, è importante proporre capi facili da abbinare, seppur senza rinunciare al colore e allo stile. È così che Tagliatore, il marchio pugliese della famiglia Lerario specializzato nei capispalla d’impronta sartoriale, “abbandona” temporaneamente gli amati tessuti a quadri e, soprattutto nella collezione donna, abbraccia quelli a tinta unita. «Dal fucsia al giallo, dal verde bottiglia al verde bandiera – spiega il direttore creativo Pino Lerario – per la primavera-estate 2022 abbiamo scelto colori decisi ma più facili da abbinare rispetto ai nostri tradizionali quadri, e dunque più facili da acquistare. E siamo soddisfatti delle vendite di questa stagione, perché siamo tornati quasi sui livelli pre-Covid».

La risalita ora sembra davvero avviata. L’anno scorso Confezioni Lerario, l’azienda che produce il marchio Tagliatore, era scesa a 24,5 milioni di euro di fatturato, dai 28,8 milioni del 2019. Ora la prospettiva, «se le cose andranno come sono andate con la primavera-estate», è di tornare ai livelli pre-pandemia nel 2022.

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«Il mercato italiano, che per noi vale il 60% delle vendite, sta rispondendo bene – dice Lerario – e sono fiducioso perché è tornata la voglia di vestirsi bene, almeno in Italia». Sul fronte estero invece Tagliatore sta raccogliendo i frutti dell’apertura del nuovo showroom milanese in corso Italia, avvenuta nel gennaio scorso nonostante i venti freddi della pandemia: «Abbiamo investito sull’espansione – sottolinea Lerario -. Con uno spazio come questo abbiamo finalmente la possibilità di mostrare le collezioni complete ai nostri clienti anche esteri, tanto che quasi tutti coloro che sono venuti nello showroom hanno aumentato il numero dei capi acquistati. Il nostro obiettivo oggi è portare a casa nuovi clienti stranieri. Stiamo potenziando l’Europa».

Ma l’occhio è rivolto anche alla Cina («potrebbe essere un mercato in cui lavorare»), mentre l’America è considerata «un mercato difficile per il nostro tipo di prodotto che è modaiolo».

Nell’attesa di ampliare la collezione donna (che oggi pesa intorno al 15-20% ed è composta da giacche, cappotti, pantaloni e vestiti) per arrivare al total look come la linea maschile, Tagliatore mantiene l’attenzione sulla qualità dei materiali e sui prezzi dei capi. La produzione avviene in gran parte nel quartier generale di Martina Franca (Taranto), dallo stile al taglio alla confezione fino allo stiro e spedizione. «Siamo una delle poche aziende che controlla tutta la filiera – conclude l’imprenditore che impiega 200 persone – e produciamo all’interno del nostro stabilimento l’80% dei capi; il resto viene realizzato perlopiù in Puglia. Ma proprio perché abbiamo un marchio “minore” dobbiamo essere sempre molto attenti alla qualità e al prodotto perché, a differenza dei grandi brand, non possiamo sbagliare: il cliente non lo perdonerebbe».

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