ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCrisi energetica

Toscana, operai in sciopero contro il caro vita

Nelle fabbriche è partita la mobilitazione guidata dalla Fiom-Cgil: un’ora fuori dagli stabilimenti con le bollette di casa in mano

di Silvia Pieraccini

(motorradcbr - stock.adobe.com)

1' di lettura

«Così non si può andare avanti». Nelle fabbriche toscane è partita la mobilitazione guidata dalla Fiom-Cgil per denunciare il caro-vita e l’impennata delle bollette energetiche, con scioperi e presìdi a Firenze, nella Piana fiorentina, nel Mugello e a Pistoia. Le modalità sono simili: sciopero di un’ora con presidio davanti alla fabbrica, dove i lavoratori mostrano gli importi raggiunti dalle bollette delle proprie case.
Per adesso le aziende metalmeccaniche che si sono mobilitate sono di piccole-medie dimensioni: Fonderie Palmieri a Calenzano; Ocem a Firenze; Comesca e La Fortezza a Scarperia; Niccolai Trafile e Ricciarelli a Pistoia.
Il sindacato si appella alla politica: «Le bollette aumentano anche per i lavoratori ma nessuno ne parla – afferma il segretario generale Fiom-Cgil Firenze-Prato-Pistoia, Daniele Calosi – rischiamo una tempesta sociale perfetta che si abbatterà nei prossimi mesi soprattutto su chi deve lavorare per vivere». I conti sono già stati fatti: in fonderia – spiega il sindacato - un lavoratore guadagna dai 1.200 ai 1.600 euro al mese in base all’anzianità e ai familiari a carico; con questi soldi deve pagare il mutuo o l’affitto, la spesa alimentare, le bollette e mantenere la famiglia; se poi l’azienda, per la crisi energetica in atto, lo mette in casa integrazione, subirà una ulteriore decurtazione del salario. «C’è bisogno di risposte strutturali adesso – afferma Calosi – perché domani rischia di essere troppo tardi».

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