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Tra Bologna e Ferrara un maxipolo logistico che attiverà 2mila posti di lavoro

Due progetti per un’area da 400mila metri quadrati, in cui si attiveranno complessivamente 150 milioni di investimenti tra infrastrutture e opere di viabilità accessoria

di Ilaria Vesentini

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(hacohob - stock.adobe.com)

Due progetti per un’area da 400mila metri quadrati, in cui si attiveranno complessivamente 150 milioni di investimenti tra infrastrutture e opere di viabilità accessoria


2' di lettura

Prende forma nel quadrante nord-est dell’hinterland bolognese il progetto di un nuovo maxipolo logistico di 400mila metri quadrati edificabili, che si andranno a sommare ai 600mila mq di magazzini dell’Interporto di Bentivoglio, ormai prossimo alla saturazione. In realtà si tratta di due progetti separati che confluiscono in un’area a metà strada tra Bologna e Ferrara, servita dal casello autostradale di Altedo, dove si attiveranno complessivamente 150 milioni di euro di investimenti tra infrastrutture e opere accessorie di viabilità e dove si creeranno a regime quasi 2mila nuovi posti di lavoro.

Il primo progetto, in stadio più avanzato, coinvolge il comune di San Pietro in Casale e prevede 95mila mq coperti su un’area di 25 ettari frutto della riconversione dell’ex zuccherificio, a cura della società P3 Logistic Parks; l’altro interessa il territorio di Malalbergo, dove il fondo immobiliare Aprc di Lione ha in programma la costruzione di 310mila mq di spazi logistici.

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«La logistica è rimasta, purtroppo, l’unico settore in crescita e i progetti presentati sono il frutto del Piano urbano della mobilità (e della logistica) sostenibile approvato un anno fa dalla Città metropolitana. Ci stiamo muovendo in coerenza con quell’impianto programmatorio visto che ci sono soggetti privati che manifestano interesse all’investimento seguendo logiche di mercato», precisa il consigliere metropolitano Marco Monesi, con delega a Pianificazione, Mobilità e viabilità.

In risposta anche alle polemiche ambientaliste che inevitabilmente si sono sollevate di fronte all’ufficializzazione del nuovo hub logistico, con la conversione di aree agricole verdi a spazi industriali e quindi a nuova cementificazione, sebbene siano previsti 172mila mq di aree verdi destinate a riforestazione urbana e mitigazione. E il polo sarà in rete con l’Interporto di Bologna, quindi con la possibilità di interscambio sostenibile tra il trasporto su gomma e quello ferroviario.

L’iter a San Pietro in Casale è già in stadio avanzato, i cantieri nell’area dismessa dell’ex zuccherificio sono stati annunciati per il prossimo anno dalla società immobiliare P3 Logistic, un nome noto sul territorio poiché ha già realizzato i poli distributivi utilizzati da Ducati, Lamborghini e Amazon. Ci sarà invece oggi, 25 novembre, il voto del Consiglio metropolitano sull’hub di Malalbergo-Altedo, che deve poi passare dalla Conferenza dei servizi e dalla valutazione ambientale strategica (Vas).

Quest’ultimo è anche l’investimento con un maggior ritorno per la comunità bolognese, «perché l’accordo prevede che il 35% degli oneri urbanistici venga destinato al nuovo Fondo perequativo metropolitano per sostenere la rigenerazione urbana e interventi infrastrutturali nelle aree meno attrattive, in particolare i comuni montani», precisa Monesi. Fondo che il sindaco Virginio Merola conta di adottare poco prima di Natale e che potrebbe contare su 6 milioni di euro con l’operazione immobiliare ad Altedo da redistribuire, oltre a 4,5 milioni di euro per nuove rotonde, piste ciclabili e potenziamento del trasporto pubblico.

«È una svolta importante – è il commento del sindaco Virginio Merola – nuova anche nel panorama nazionale, che vede i sindaci condividere i vantaggi dei nuovi insediamenti redistribuendoli tra i Comuni del territorio a partire dalle aree più fragili».

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    Ilaria Vesentinicorrispondente Emilia-Romagna

    Luogo: Bologna

    Lingue parlate: italiano, inglese e tedesco

    Argomenti: economia industriale, distretti, filiere

    Premi: L'Attendibile - Assolatte - 2013

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