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Tre dosi di vaccino proteggono anche dal Long Covid

Uno studio pubblicato sulla rivista Jama dai ricercatori dell’Humanitas mostra che la prevalenza del Covid lungo passava dal 41,8% quando i vaccini non erano ancora disponibili, al 16% con 3 dosi, indipendentemente dalla variante

di Francesca Cerati

Speranza: "Prepararci per campagna vaccini Covid in autunno, sfida non è finita"

2' di lettura

Le persone vaccinate sono meno soggette a Long Covid? Secondo uno studio appena pubblicato sulla rivista Jama, la seconda e soprattutto la terza dose del vaccino mRna riducono la prevalenza di Long Covid al 16 per cento, indipendentemente dalla variante, rispetto 41,8% dei non vaccinati.

L’indagine - che ha coinvolto 2.560 operatori sanitari di 8 ospedali Humanitas in Lombardia e Piemonte, e di Humanitas University nell’arco di due anni - è stata condotta da Maria Rescigno, capo del Laboratorio di immunologia delle mucose e microbiota di Humanitas e docente di Patologia generale di Humanitas University, e da Elena Azzolini, vice direttore sanitario di Humanitas, in collaborazione con Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas.

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«La ricerca ha seguito la pandemia, da prima dell’arrivo dei vaccini alle varie fasi della campagna vaccinale - spiega Rescigno -. Abbiamo così potuto vedere che la prevalenza del Long Covid passava dal 41,8% quando i vaccini non erano ancora disponibili, al 16% con tre dosi. Questo conferma l’efficacia di tre dosi di vaccino contro il Long Covid, indipendentemente dalla variante dei virus».

Sotto indagine oltre 40 sintomi, campione di 2.560 persone

«Abbiamo indagato oltre 40 sintomi con un questionario di oltre 200 domande sottoposte a 2.560 persone - aggiunge Azzolini -. I sintomi maggiormente riscontrati sono stati affaticamento, debolezza e mal di testa. Lo studio inoltre ha rilevato che, all’aumentare del numero di comorbidità, ma soprattutto di allergie, il rischio di sviluppare Long Covid è statisticamente più significativo, a prescindere dalle vaccinazioni».

Il Long Covid è una situazione patologica definita dal perdurare di almeno un sintomo (stanchezza estrema, mal di testa, nebbia cognitiva, perdita dell'olfatto o disturbi al sistema cardiovascolare…) per oltre 4 settimane dallo sviluppo dei primi segnali dell'infezione da Sars-CoV 2.

Patologia che colpisce in particolare le donne

Obiettivo dello studio era identificare la protezione del vaccino rispetto al Long Covid in soggetti positivi al virus, anche asintomatici. In questo senso, la popolazione ospedaliera coinvolta è risultata “ideale” perché plurivaccinata, sottoposta a test di ricerca per Sars-CoV 2 ogni due settimane - il che ha reso possibile l’identificazione degli asintomatici - e a test sierologico ogni tre mesi. Si tratta inoltre di una popolazione di età media attorno ai 40 anni e a prevalenza femminile (70%). Fattori importanti visto che il Long Covid riguarda soprattutto le donne e che ricerche analoghe realizzate in altri Paesi hanno coinvolto uomini over 60 e diversamente vaccinati (con sole due dosi di vaccino mRna o una dose di Johnson & Johnson).

Questi dati vanno ad arricchire le conoscenze nate dal “Covid Care Program”, uno dei primi e più estesi studi avviati in Humanitas per valutare la risposta immunitaria a Sars-CoV-2. Da marzo 2020 ad aprile 2022, la ricerca ha “fotografato” lo stato del sistema immunitario della popolazione ospedaliera durante il susseguirsi di diverse varianti e gli effetti della campagna vaccinale arrivata alla terza dose e, per i più fragili, alla quarta.

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