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Trofeo e Gts, per il suv Levante una cura di potenza e prestazioni

Maserati. Siamo stati a Modena, sede del Tridente, per provare le nuove versioni che montano il propulsore twin turbo 3,8 litri a 8 cilindri da 530 e 580 cavalli: riemerge il dna sportivo della casa

di Giulia Paganoni


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3' di lettura

Il Tridente è pronto per pungere di nuovo con modelli e performance che riprendono il Dna sportivo della sua storia. In questi mesi sta prendendo avvio un percorso di crescita che parte da Modena, sede da ottant’anni del marchio, e che vedrà l’arrivo di nuovi modelli nei prossimi mesi, il primo dei quali una sportiva previsto per il prossimo anno.

Al momento la novità più interessante che siamo andati a provare sulle colline modenesi è un potente propulsore V8 twin turbo 3,8 litri costruito da Ferrari a Maranello, come tutti i motori benzina Maserati. Tra l’altro Maserati smetterà in un prossimo futro di approvvigionarsi di motori del Cavallino.

Si tratta di un propulsore ad alte prestazioni, in grado di erogare fino a 580 cv di potenza (nei Paesi extra europei arriva a 590 cv per le norme meno stringenti). Si tratta di una versione riprogettata e migliorata di quello che equipaggia la Quattroporte Gts.

Questo equipaggia le due versioni che si posizionano al top di gamma di Levante, la Gts (530 cv) e la Trofeo (580 cv). Entrambi accoppiati all’ormai rodato cambio Zf a otto rapporti. Non manca la trazione integrale Q4 e il sistema di controllo integrato Ivc (sviluppato in collaborazione con i tecnici tedeschi di Bosch) che agisce in modo predittivo, consentendo di prevedere situazioni di instabilità del veicolo adeguando impianto frenante e potenza del motore.

I freni sono marchiati Brembo e all’anteriore mostrano pinze in alluminio a sei pistoncini, sicuramente all’altezza della potenza del V8.

Dal suo arrivo nel 2016, Levante si è imposto come modello di punta per il marchio modenese e con l’ingresso delle due versioni top, la gamma viene ampliata e completata.

Rispetto alle versioni fino ad ora presenti in gamma, Gts e Trofeo adottano una scocca rivista per una maggiore sicurezza dovuta all’incremento della potenza. Esteticamente notiamo qualche dettaglio più sportivo ma non per questo meno elegante, tra questi la calandra, le prese d’aria anteriori, l’estrattore posteriore e il font del nome sul posteriore. A questo si aggiunge, per la più potente Trofeo, la possibilità di montare cerchi in alluminio forgiato fino a 22 pollici. Un dettaglio quest’ultimo che i più pignoli apprezzano sicuramente e che favorisce anche una dinamica di guida più sportiva. Gli interni sono molto spaziosi e con rifiniture di lusso, addirittura anche il montante A è stato rivestito in Alcantara, dettaglio che neanche le tedesche vantano. I sedili sono disponibili anche in pelle naturale “pieno fiore”. Se quindi da un lato qualità e comfort sono da prima classe, dall’altra è presente un sistema di infotainment che nonostante gli aggiornamenti mostra ancora margini di miglioramento, come nella grafica e nell’intuitività dei comandi.

La plancia è disegnata attorno al display da 8,4 pollici del Maserati Touch Control Plus (Mtc Plus) compatibile con Android Auto e Apple Car Play. Nella console centrale trovano posto la nuova leva del cambio e la nuova disposizione pulsanti per le modalità di guida, oltre al caratteristico doppio selettore rotante per la regolazione delle funzioni del sistema infotainment e la scelta dell’assetto sospensioni.

Alla guida la Gts è confortevole e si stente che il V8 spinge davvero bene già ai bassi regimi grazie alla coppia massima di 730 Nm disponibile già a 2.500 giri e che accompagna fino ai 5.000. Quando però si passa alla Trofeo si percepisce un ulteriore passo in avanti in termini di dinamica di guida.

Il motore spinge tanto e ha una buona ripresa e non ne avevamo grossi dubbi trattandosi del motore più potente nella storia del Tridente. Lo sterzo è preciso e, nonostante la modalità “Corsa” che imposta automaticamente il livello Aero 2, abbassando il baricentro di 35 mm, si sente un po’ di rollio. Con questa modalità, la risposta del motore si fa più reattiva, il cambio più rapido e il sound più cupo grazie all’apertura completa delle valvole di scarico. Oltre alla potenza, la cosa che più ha colpito però è la cura nel dettaglio che le rendono delle auto quasi artigianali.

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