Destituito il premier

In Tunisia cacciato il premier e congelato il parlamento. L’opposizione: è colpo di Stato

Il premier Hichem Mechichi sarebbe in stato di arresto secondo i dirigenti del partito islamico Ennhadha che sono riuniti con urgenza

Il premier Hichem Mechichi sarebbe in stato di arresto secondo i dirigenti del partito islamico Ennhadha che sono riuniti con urgenza

Manifestazioni antigovernative a Tunisi

3' di lettura

Disordini in Tunisia: il presidente Kais Saied appellandosi all’articolo 80 della Costituzione ha sospeso le attività del parlamento per 30 giorni mentre nella notte tra il 25 e il 26 luglio mezzi militari raggiungevano e circondavano la sede del Parlamento tunisino al Bardo e la sede della televisione nazionale. Poche ore prima che le forze dell’ordine tunisine chiudessero la sede locale della tv araba con base in Qatar, Al Jazeera. Ai giornalisti e impiegati è stato intimato in tempo utile di abbandonare i luoghi, ha fatto sapere il direttore della sede di Tunisi, Lotfi Hajji. Poco prima Al Jazeera sulla propria pagina Facebook, basandosi su “fonti tunisine ben informate”, aveva scritto che il premier Hichem Mechichi non si trova agli arresti ma a casa sua e che ha intenzione di riunire ugualmente il Consiglio dei ministri.

La sospensione delle attività parlamentari durerà 30 giorni e a tutti i deputati verrà tolta l’immunità, ha fatto sapere in un comunicato della presidenza tunisina, che mette per iscritto le decisioni annunciate dal capo dello Stato nella tarda serata di ieri 25 luglio, tra cui il licenziamento del premier Hichem Mechichi e l’assunzione nelle sue mani del potere esecutivo con l’aiuto di un capo di governo che verrà designato successivamente. Nelle prossime ore verrà pubblicato un decreto per precisare altre misure eccezionali, conclude la nota.

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L’opposizione: è un colpo di stato

Quasi contemporaneamente un elicottero militare sorvolava la capitale e ci si chiedeva che fine avesse fatto il premier Hichem Mechichi, licenziato dal presidente tunisino Kais Saied. Introvabile e irraggiungibile, secondo i media locali, sarebbe in stato di arresto secondo i dirigenti del partito islamico Ennhadha che sono riuniti in una riunione urgente per decidere come reagire alle decisioni del presidente. Sempre secondo le stesse fonti Ennhadha sta riflettendo sul deposito di una mozione di sfiducia contro Saied con l’obiettivo di destituirlo. Il presidente di Ennhadha, Rached Ghannouchi ha detto che “questo colpo di stato non ripristinerà i diritti sociali del popolo tunisino” e ha invitato la gente a manifestare pacificamente per riprendere la democrazia. “Le istituzioni sono ancora al loro posto, i sostenitori di Ennahda e il popolo tunisino difenderanno la rivoluzione”. Queste le parole presidente del parlamento di Tunisi, Rached Ghannouchi, anche leader del partito islamico Ennahda. Dello stesso tenore le dichiarazioni di altri due dirigenti di Ennhadha, prima forza in parlamento. “Qualsiasi misura in deroga alla Costituzione è inaccettabile e sarà considerata come un ostacolo alla volontà del popolo”, ha detto alla radio locale Mosaique Fm Noureddine Bhiri, aggiungendo “le nostre istituzioni si riuniranno e prenderanno le decisioni necessarie”, mentre Ali Lâarayedh ha affermato che le misure annunciate dal presidente Kais Saïed rappresentano un colpo di stato.

La replica del presidente: no, ho agito secondo Costituzione

Le decisioni di congelare per 30 giorni il Parlamento, revocare l’immunità ai deputati e licenziare il premier non rappresentano “un colpo di Stato”, si tratta di decisioni costituzionali, ai sensi dell’articolo 80 della Costituzione: ha ribattuto il presidente tunisino, Kais Saied, rispondendo al presidente dell’Assemblea nonche’ leader del partito islamico Ennhadha (primo in parlamento), Rached Ghannouchi. “Chi parla di colpo di Stato dovrebbe leggere la Costituzione o tornare al primo anno di scuola elementare, io sono stato paziente e ho sofferto con il popolo tunisino”, ha detto Saied alla tv di Stato

Nella giornata di ieri i manifestanti avevano saccheggiato alcune sedi del partito Ennhadha che ha accusato alcune parti straniere dietro le proteste. Fanno notare alcuni osservatori che il presidente Saied nel suo discorso ha lasciato per sé anche la prerogativa della pubblica accusa, quasi a lasciar intendere che alcuni attori politici ed economici potrebbero venire arrestati presto

Il presidente tunisino Kais Saied nella notte ha raggiunto la centrale Avenue Bourguiba della capitale Tunisi per recarsi presso la sede del ministero dell’Interno, incontrando la folla che era scesa in strada per festeggiare la sua decisione di congelare il Parlamento e licenziare il premier Mechichi. Le immagini sono state mandate in onda dalla televisione di Stato Watanya 1. “Abbiamo preso questa decisione - aveva spiegato Saied in precedenza, parlando alla tv - fino a quando non tornerà la calma e non metteremo lo Stato in sicurezza”. Tutta la zona attorno agli edifici governativi e’ attualmente blindata e protetta dalle forze di sicurezza, parlamento, sede della televisione e palazzo di governo. “Chiunque pensa di fare ricorso alle armi - aveva detto Saied - e chiunque sparerà anche un solo colpo, sappia che le forze armate risponderanno sparando”. A dirigere il ministero dell’Interno Saied ha designato temporaneamente il direttore generale della sicurezza presidenziale Khaled Yahyaoui.

Ai microfoni delle tv il capo dello Stato ha motivato la sua scelta con la volontà “di difendere lo Stato e il popolo” tunisino, esprimendo vicinanza alle sofferenze della popolazione, ricordando i molti che soffrono la fame.

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