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Turismo esperienziale à la carte fra agricoltori, vecchi mestieri e piccoli borghi

Due associazioni si uniscono per proporre un turismo slow e sostenibile nelle eccellenze di un territorio e dei suoi piccoli borghi, partecipare alla vita delle aziende agricole e diventando pastori, tartufai o apicoltori per un giorno

di Gianni Rusconi

3' di lettura

È un sodalizio collaudato quello fra “Coltivatori di Emozioni”, la prima piattaforma di social farming nata nel nostro Paese, e l'Associazione “I Borghi più Belli d'Italia”. Un sodalizio che ora si amplia con le esperienze proposte dal tour operator della stessa associazione e che ha per oggetto destinazioni a stretto contatto con la natura e con le persone che custodiscono le antiche tradizioni agroalimentari. Turismo slow e sostenibile, quindi, che per i viaggiatori significa poter scoprire i gusti e le eccellenze di un territorio e dei suoi piccoli borghi partecipando attivamente alla vita dell'azienda agricola, cimentandosi per un giorno nel mestiere del tartufaio o in quello del pastore, partecipando alla smielatura o facendo trekking tra i vigneti.

Dai tartufi del Monferrato allo zafferano d'Abruzzo

Sul sito di Coltivatori di Emozioni sono una ventina le experience direttamente accessibili per chi sta pensando a una vacanza alternativa, mentre altre sono disponibili su richiesta e in particolare a beneficio di aziende interessate a giornate di team building o di “family day” in occasione di date significative. L'immersione nello scenario agreste e dei borghi parte nel Monferrato, a Castelnoceto, dove si può passeggiare nei boschi insieme ai cani da tartufo e al cavatore e poi deliziarsi con una degustazione e aperitivo a base di funghi e tartufi in agriturismo.

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Lavorazione dello zafferano a Navelli, in Abruzzo

A Navelli, in Abruzzo, l'esperienza ha invece gli aromi e i colori dello zafferano e alla magia della raccolta dei suoi fiori viola e alla sua lavorazione, con tanto di accurata degustazione del prodotto finale. Sempre in Abruzzo, ma ad Anversa, tra il Parco della Maiella, il Parco Nazionale d'Abruzzo e la Riserva Regionale delle Gole del Sagittario, ci si inventa pastori presso il bio-agriturismo La Porta dei Parchi, a cui si deve la riscoperta dell'attività pastorale transumante e un modello di agricoltura sostenibile e biologica.

Apicoltura nel Parco del Pollino, in Calabria, con l’azienda Serra del Prete

Tuscia, Val di Noto e Molise fra orti, barocco e apiari

Per gli amanti dell'orticultura, una tappa obbligata è nell'orto di Vi (Viviana), a Sutri, nel viterbese, dove si possono imparare le tecniche di preparazione del terreno e i segreti della semina per preparare un orticello o seminare in vasi da portare a casa. In Sicilia, invece, il mestiere proposto per un giorno è quello del coltivatore della Cipolla di Giarratana presso l'azienda agricola La Collina degli Iblei nella Val di Noto, unendo il piacere di una cena a base di “scacce” (le conserve di cipolle e prodotti tipici dell'azienda) a quello di una visita alle perle barocche di Noto e Ragusa. Un'esperienza suggestiva e multisensoriale è anche quella di trasformarsi in apicoltori per apprezzare le bellezze di Molise e Basilicata in quel di Oratino, in provincia di Campobasso e a Viggianello, nei pressi di Potenza. Presso l'Apiario del Benessere e l'azienda apistica Serra del Prete ci si immerge nel mondo delle api con tanto di attività di smielatura e degustazione.

Vino Timorasso

Trekking ed e-bike fra vigneti e sapori tipici

Tornando in Piemonte, e ancora nel Monferrato (a Carentino), la proposta dell'azienda agricola I Bò è un trekking alla scoperta della fauna locale (caprioli, scoiattoli, cinghiali) con possibilità di birdwatching da combinare ad assaggi di vini biologici e prodotti dell'agriturismo a base di riso e alla tradizionale merenda “sinoira”, lo spuntino tra metà pomeriggio e l'ora di cena. A Vho, piccolo borgo nei pressi di Tortona, si può invece dilettarsi sui colli camminando fra gli antichi vigneti di Timorasso, mentre l'escursione fra boschi e vigne per arrivare fino alla terrazza panoramica detta “Il Balcone dell'Emilia” è la specialità dell'azienda vitivinicola TerraQuilia, nel comune di Guiglia, in provincia di Modena, che propone anche lezioni di cucina per imparare a tirare la sfoglia.

Il borgo di Guiglia, in Emilia Romagna

Per chi adora mettere “le mani in pasta”, a Castel San Pietro Romano, si può contribuire alla preparazione del famoso biscotto tipico Giglietto e partecipare alla cooking experience all'interno del forno delle sorelle Fiasco. È tutta dedicata agli appassionati delle due ruote, infine, la proposta della cooperativa Fer-Menti di San Leo, borgo dell'entroterra riminese: si visita l'antico forno con laboratorio di panificazione (e immancabile assaggio) e si pedala in e-bike lungo i sentieri dell'Alta Marmarecchia.

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