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Ucraina, ultime notizie. Usa, nessun segnale che la Russia stia per usare arma atomica

«L’uso di armi nucleari da parte della Russia è possibile solo in accordo con la sua dottrina sulla deterrenza», afferma il Cremlino. Mosca ammette intanto di essere sulla difensiva nella regione del Kherson. Gli Usa invieranno presto 4 nuovi sistemi antimissile avanzati all’Ucraina, secondo fonti vicine al dossier. In giornata al Copasir audizione del ministro della Difesa uscente Guerini che potrebbe illustrare un nuovo decreto per l’invio di armamenti a Kiev

Russia: Parlamento ratifica la legge sull'annessione di quattro regioni ucraine
  • Zelensky: decine i villaggi liberati questa settimana

    Sono “decine” i villaggi liberati “questa settimana” nell’est e nel sud dell’Ucraina, afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando un’avanzata “rapida e potente” delle forze ucraine nel sud del Paese.

  • Mosca: «Armi Usa a Kiev aumentano rischio scontro diretto Russia-Nato»

    Gli aiuti militari che gli Stati Uniti forniscono all’Ucraina stanno aumentando il rischio di un possibile “scontro militare diretto” tra la Russia e la Nato. Lo ha affermato Konstantin Vorontsov, capo della delegazione russa presso la Commissione per il disarmo delle Nazioni Unite, intervenendo al Primo Comitato dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

    «Gli Stati Uniti continuano a inviare sempre più armi all’Ucraina, favorendo la partecipazione diretta dei loro combattenti e consiglieri al conflitto», ha affermato Vorontsov. «Questo non solo prolunga i combattimenti, ma avvicina anche la situazione a una linea pericolosa di uno scontro militare diretto tra Russia e Nato», ha aggiunto.

  • Casa Bianca: no indicazioni che Russia stia per usare arma nucleare

    Gli Stati Uniti non hanno ricevuto alcuna indicazione che la Russia si stia preparando a utilizzare armi nucleari. Lo ha reso noto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre in conferenza stampa.

  • Operatore Nord Stream: pressione gasdotto è stabilizzata

    «In linea con le previsioni indicate, la pressione in entrambe le linee del gasdotto Nord Stream si è stabilizzata nella giornata di lunedì 3 ottobre». Lo ha riferito in una nota diffusa sul suo sito l’operatore del gasdotto Nord Stream AG.

    «Ad oggi - si aggiunge - Nord Stream AG non è in grado di ispezionare le sezioni danneggiate del gasdotto a causa dell’assenza dei permessi necessari richiesti in precedenza».

  • Kiev consegna alla Nato richiesta di adesione

    La richiesta ucraina di adesione alla Nato è stata consegnata al segretario generale dell’Alleanza Atlantica. Lo scrive Kyiv Independent. Gli ambasciatori dei paesi membri discuteranno la richiesta a Bruxelles, ha riferito Ihor Zhovkva, vice capo dell’ufficio della presidenza ucraina. Nove membri europei della Nato hanno firmato una dichiarazione a favore dell’ammissione di Kiev, dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso il 30 settembre di chiedere un percorso rapido per l’adesione. Il passo arriva dopo che la Russia ha dichiarato illegalmente l’annessione di quattro regioni ucraine. Per entrare nella Nato serve il paese favorevole di tutti i 30 paesi membri dell’Alleanza.

  • A Kiev distribuite pillole di iodio da usare in caso di attacco nucleare

    Il consiglio comunale di Kiev sta distribuendo pillole di iodio ai centri di evacuazione in modo che possano essere assunte dalla popolazione nel caso di un attacco nucleare contro la capitale dell’Ucraina.

    Lo si legge in una nota del consiglio comunale spiegando che, se necessario, le pillole saranno distribuite ai residenti nelle aree contaminate dalle radiazioni nucleari. Le pillole possono aiutare a bloccare l’assorbimento delle radiazioni nocive da parte della tiroide, se assunte appena prima o subito dopo l’esposizione alle radiazioni nucleari.

  • Il presidente della Banca centrale ucraina si dimette per «ragioni di salute»

    Il presidente della Banca centrale ucraina, Kyrylo Shevchenko, ha annunciato le sue dimissioni «per ragioni di salute, che non possono più essere ignorate». Lo ha scritto lo stesso presidente sul proprio profilo Facebook.

    «Ho firmato la mia lettera di dimissioni e ho chiesto al presidente dell’Ucraina di accettarle. Ringrazio il presidente dell’Ucraina per la fiducia riposta in me e per il lavoro che siamo stati in grado di fare insieme prima e durante la guerra», si legge nel post di Shevchenko, che era stato nominato 7 mesi fa.

    Kyrylo Shevchenko, presidente della banca centrale Ucraina (Reuters)

  • Biden a Zelensky,sanzioni a chi sosterrà annessione Russia

    Joe Biden si è impegnato con Volodymr Zelensky a continuare a sostenere l’Ucraina contro l’aggressione della Russia «per tutto il tempo necessario» e a imporre sanzioni contri qualsiasi Paese che sostenga l’annessione di territorio ucraino.

    Lo riferisce la Casa Bianca in una nota sulla telefonata tra il presidente americano e il leader ucrainao. Biden ha annunciato a Zelensky l’invio di nuove armi per 625 milioni di dollari. Il presidente ha anche affermato la volontà degli Stati Uniti di continuare ad «imporre alti costi a qualsiasi individuo, entità o paese che fornisca supporto alla presunta annessione della Russia».

  • Meloni sente Zelensky: «Confermato pieno sostegno»

    Colloquio telefonico tra il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky. Lo comunica in una nota il partito spiegando che «nel corso della conversazione, Zelensky si è congratulato con Meloni per la vittoria di Fratelli d'Italia alle elezioni politiche e si è detto certo di poter contare su una proficua collaborazione con il prossimo Governo italiano. Zelensky ha ringraziato, inoltre, per il sostegno dell'Italia anche in merito al nuovo decreto sull'invio delle armi appena esaminato dal Copasir e ha formulato l'auspicio che Meloni possa recarsi quanto prima a Kiev. Meloni, da parte sua, ha ringraziato Zelensky per le congratulazioni, ha ricordato la vicinanza che Fratelli d'Italia e i Conservatori europei hanno dimostrato nei confronti di Kiev fin dal primo giorno della guerra, ha confermato il suo pieno sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino, ha ribadito che la dichiarazione di annessione di quattro regioni ucraine da parte della Federazione Russa non ha alcun valore giuridico e politico e ha sottolineato il suo impegno per ogni sforzo diplomatico utile alla cessazione del conflitto».

  • Zelensky dichiara nulle le annessioni russe

    Il presidente dell’Ucraina Volodimir Zelensky ha dichiarato “nulli” i trattati firmati venerdì dal suo omologo russo Vladimir Putin per annettere le regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhia nella Federazione Russa. Con un decreto, Zelensky ha sottolineato il «diritto sovrano» dell’Ucraina sulle quattro regioni rivendicate dalla Russia e ha ricordato che l’indipendenza dell’Ucraina nel 1991 già rifletteva che si trattava di un paese «indivisibile e inviolabile».

    Zelensky si è anche appellato al diritto internazionale, così come aveva fatto ricorrendovi contro la legittimità dei referendum indetti dalle autorità russe nelle quattro regioni che Mosca ora rivendica come proprie. Il presidente ucraino aveva risposto alle aspirazioni espansionistiche del Paese vicino chiedendo l’ingresso dell’Ucraina nella Nato e approvando una serie di obiettivi che, tra l’altro, contemplano nuove misure di pressione sulla Russia e il netto rifiuto di ogni dialogo mentre Putin resta al potere.

  • Biden chiama Zelensky: «In arrivo nuove armi»

    Il presidente americano Joe Biden ha chiamato il leader ucraino Voldynmyr Zelensky. Lo riferiscono fonti della Casa Bianca all’agenzia France Presse. La telefonata è iniziata alle 11.35 ora locale (le 17.35 in Italia) ed è ancora in corso.

    Il colloquio si è tenuto mentre gli Stati Uniti si stanno preparando ad annunciare un altro pacchetto di aiuti da 625 milioni di dollari all’Ucraina, che include altri quattro sistemi missilistici Himars, obici e munizioni.

  • Presidenza Ue, «sanzioni impattano anche su nostra economia, è inevitabile»

    Il presidente russo Vladimir Putin “usa l’energia come un’arma” e “se vogliamo che le sanzioni siano sentite dalla Russia, non c’è modo che questo possa essere fatto senza avere un impatto sulla nostra economia”. Lo dice il ministro delle Finanze ceco Zbynek Stanjura, in conferenza stampa a Lussemburgo al termine dell’Ecofin. Praga ha la presidenza di turno dell’Ue.

  • Direttore Cia, ’Putin con spalle al muro può essere pericoloso’

    “Putin, se dovesse avvertire di essere spalle al muro, potrebbe diventare piuttosto pericoloso e incauto”. Lo sostiene il direttore della Cia, Bill Burns, in un’intervista rilasciata alla Cbs. Putin deve “essere preoccupato, non solo per ciò che sta accadendo sul campo di battaglia in Ucraina, ma per ciò che sta accadendo a casa sua e a livello internazionale”, ha detto Burns. Nonostante la promessa della Cina a febbraio di “amicizia senza limiti”, Pechino finora non ha offerto il supporto militare richiesto da Putin e “ha controllato il suo entusiasmo per la condotta della guerra da parte della Russia”, ha aggiunto il direttore della Cia, secondo cui il Cremlino ora ha meno opzioni e ciò rende il presidente potenzialmente più pericoloso.

  • Kiev, bandiera ucraina sventola in villaggio del Kherson

    La bandiera ucraina è stata issata dalle forze di Kiev nel villaggio di Davydiv Brid, nella regione di Kherson. Lo ha riferito su Facebook il deputato Roman Lozynskyi, che presta servizio nelle forze di difesa di Kiev. Davydiv Brid è stata “violentata dall’occupazione russa. Diventerà una delle perle dei nostri viaggi attraverso il sud dell’Ucraina dopo la vittoria. Incontriamoci sul fiume Inhulec!”, ha scritto. L’avanzata della controffensiva ucraina nel sud sta proseguendo con la riconquista di diverse località, dopo che ieri la Difesa di Mosca ha ammesso lo sfondamento delle sue linee di difesa a Kherson.

  • Media,fino a un milione lasciano Russia dopo mobilitazione

    In meno di due settimane dall’annuncio della mobilitazione, tra 700mila e 1 milione di persone hanno lasciato la Russia. Lo scrive Forbes, ripreso dai media ucraini, citando sue fonti vicine all’’amministrazione presidenziale della Federazione Russa. La fonte ha sottolineato che non è ancora chiaro quale percentuale di persone abbia lasciato il Paese per motivi turistici.

  • Kiev, la nostra bandiera è tornata a sventolare su Lyman

    La bandiera ucraina è stata ufficialmente innalzata sulla città di Lyman nel Donetsk, liberata nei giorni scorsi dalle forze russe. Lo afferma Pavel Kirilenko, capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, su Telegram, spiegando che alla cerimonia c’era il comandante delle forze di terra delle forze armate ucraine, il colonnello generale Alexander Syrsky. Kirilenko ha osservato che è troppo presto per i residenti evacuati tornare a Lyman dove è in corso un’operazione di sminamento su larga scala.

  • Lukashenko, l’Ucraina ha schierato 15mila truppe al confine

    Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha denunciato che l’Ucraina ha portato fino a 15.000 truppe al confine bielorusso. “In altre parole, l’Ucraina non si è solo barricata. Ha costruito un muro. Conduce costantemente ricognizioni ottiche, radioelettroniche e radiotecniche del nostro territorio, delle nostre truppe e delle nostre strutture. Spesso i loro droni violano il confine di Stato. Allo stesso tempo, non smettono mai di preoccuparsi: ’Cosa succede se la Bielorussia entra in guerra?’. Ci sono state continue provocazioni al confine”, ha detto Lukashenko durante una conferenza sulla sicurezza militare, secondo quanto riporta Tass. Lukashenko ha sottolineato che in Bielorussia non è necessario dichiarare la mobilitazione, contrariamente a quanto ipotizzato dall’opposizione. “Cercano ogni sorta di pretesto: ’La Russia ha annunciato la mobilitazione, il che significa che la Bielorussia annuncerà la mobilitazione domani’. Vorrei sottolineare ancora una volta che non abbiamo bisogno di dichiarare la mobilitazione. Fortunatamente, non c’è nessuna guerra sul territorio bielorusso”, ha detto.

  • Cremlino, positivo che Musk cerchi accordo pacifico

    “È molto positivo che una persona come Elon Musk stia cercando un accordo pacifico”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo che “per quanto riguarda i referendum, le persone hanno espresso la loro opinione e non potrebbe esserci nient’altro”. Musk, amministratore delegato di Tesla, ha avuto uno scambio molto vivace su Twitter con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo aver lanciato una proposta per porre fine all’invasione della Russia. Il tweet di Musk in cui il miliardario americano ha affermato che la Russia dovrebbe essere autorizzata a mantenere la Crimea, con l’Ucraina che dovrebbe adottare uno status neutrale e che le Nazioni Unite dovrebbero supervisionare i nuovi referendum per le quattro regioni ucraine annesse dalla Russia ha mandato su tutte le furie Zelensky e altri esponenti del governo e della politica ucraina. Zelensky, che considera le dichiarazioni di Musk ’filo-Cremlino’, ha pubblicato un sondaggio su Twitter chiedendo “quale Elon Musk ti piace di più?” “Uno che sostiene l’Ucraina” o “Uno che sostiene la Russia”. Musk ha risposto affermando di essere “ancora molto favorevole all’Ucraina”, ma di essere anche “convinto che la massiccia escalation della guerra causerà gravi danni all’Ucraina e forse al mondo”.

  • Kiev, oltre 1.500 insediamenti liberati da inizio guerra

    Dall’inizio del conflitto, “le forze di difesa ucraine hanno liberato 1.534 insediamenti dagli invasori russi, di cui 483 nell’oblast di Kharkiv”. Lo ha riferito il vice capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Tymoshenko, citato da Ukrinform. Inoltre, ha detto Tymoshenko, “più di 500 insediamenti sono stati sminati, il lavoro della polizia nazionale è stato ripristinato in 1.200 insediamenti e gli organi di autogoverno locale hanno iniziato a lavorare in 1.508 insediamenti liberati”

  • Iran nega invio droni a Russia, ’dialogo porti a soluzione pacifica’

    L’Iran ha negato di aver consegnato droni alla Russia perché li potesse usare nel conflitto in Ucraina. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanaani, come si legge sul sito del ministero degli Esteri di Teheran. ’’La Repubblica islamica dell’Iran considera senza fondamento e non conferma le notizie relative alla consegna dei droni alla Russia per usarli nel conflitto in Ucraina’’, ha affermato Kanaani. ’’Dall’inizio del conflitto (in Ucraina, ndr) abbiamo sempre manifestato una posizione di imparzialità e di contrarietà alla guerra, sottolineando la necessità di una risoluzione pacifica delle dispute tra le parti abbandonando l’uso della violenza’’, ha aggiunto, auspicando l’uso del dialogo per risolvere la disputa tra le parti.

  • Offensiva a Kherson, esercito ucraino annuncia presa villaggio Davydiv Brid

    L’esercito ucraino ha annunciato di aver conquistato il villaggio di Davydiv Brid nella regione di Kherson, dove da alcune settimane è in corso un’offensiva delle forze di Kiev. La notizia è stata comunicata in un video girato dai marine ucraini della 35ma Brigata fanteria di marina. Davydiv Brid si trova a circa 70 chilometri dalla città di Kherson, capoluogo dell’omonima regione.

  • Parlamento europeo, ok a 3,5 miliardi a regioni Ue per far fronte alla crisi ucraina

    La plenaria dell’Europarlamento ha dato il via libera a aiuti supplementari per 3,5 miliardi di euro per i Paesi e le regioni Ue, come sostegno per far fronte alle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina. La nuova legislazione sulla «assistenza flessibile per i territori» semplifica le regole sui fondi di coesione utilizzati per l’aiuto all’integrazione dei rifugiati e l’assistenza agli investimenti in settori a rischio per gli alti costi dell’energia e la carenza di materie prime e forza lavoro. Almeno il 30% dei 3,5 miliardi, previsti per il 2022 e il 2023, dovrà essere concesso alle autorità locali o alle organizzazioni della comunità locale. Per garantire il prima possibile l’accesso agli aiuti, l’Europarlamento ha approvato senza modifiche la proposta presentata a fine giugno dalla Commissione europea.

  • Mosca: 200mila adesioni alla mobilitazione parziale

    «In linea con il decreto del presidente della Federazione Russa, dal 21 settembre è stata effettuata una mobilitazione parziale nel Paese. A oggi sono oltre 200mila le persone che hanno aderito». Lo ha dichiarato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, aggiungendo che «è in corso l’addestramento delle nuove unità in 80 strutture» e che, fra coloro che si sono arruolati per partecipare all’offensiva in Ucraina, è presente «un gran numero di volontari».

  • A Lyman i russi avevano l’ordine di tenere la posizione

    «A Lyman la situazione è molto diversa di quanto è successo a Kharkiv. In quel caso il comando russo aveva dato l’ordine di una ritirata ordinata. Ma ciò non è accaduto a Lyman, dove invece la volontà politica russa era quella di tenere le posizioni. Ma questo non è avvenuto e le forze ucraine hanno circondato quelle russe, che sono state costrette ad abbandonare le linee: si tratta di una vittoria militare significativa». Lo sostiene un’alta fonte della difesa occidentale. Il focus ora è sul quadrante sud, dove c’è un’intensa attività di combattimento, in particolare nella regione di Kherson. Qui, sulla sponda occidentale del Dnipro, vi sarebbero ammassati circa «20mila soldati russi», con l’ordine di tenere la posizione. «Le forze armate ucraine in questo momento hanno l’iniziativa e creano problemi ai comandi russi più rapidamente di quanto questi possano reagire», prosegue la fonte.

  • Kazakistan: da inizio mobilitazione sono arrivati 200mila russi

    Dal 21 settembre, giorno in cui Vladimir Putin ha annunciato la mobilitazione per il conflitto in Ucraina, «circa 200mila cittadini russi sono entrati in Kazakistan e 147mila se ne sono andati». Lo ha detto il ministro dell’Interno kazako, Marat Akhmetzhanov, ripreso dall’agenzia Interfax, aggiungendo che lunedì «più di 7mila cittadini della Federazione Russa sono entrati» nel Paese, ma «circa 11mila se ne sono andati».

  • Il Cremlino: Mosca interagisce con Minsk nell’operazione in Ucraina

    La Russia interagisce strettamente con la Bielorussia nelle operazioni in Ucraina, Minsk è alleata e partner di Mosca: ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov commentando l’osservazione del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, secondo cui il suo Paese sta partecipando all’operazione militare speciale della Russia in Ucraina. Lo riporta la Tass. «La Bielorussia è un nostro alleato. È il nostro partner, con cui abbiamo lo Stato dell’Unione. Naturalmente, nell’ambito di questo Stato dell’Unione, e nell’ambito delle relazioni di alleanza, c’è un’interazione molto stretta», ha detto Peskov quando gli è stato chiesto se la Bielorussia stia davvero partecipando all’operazione militare speciale.

  • Espulso direttore della centrale di Zaporizhzhia: legami con Kiev

    Il direttore generale della centrale nucleare di Zaporozhzhia Igor Murashov, arrestato dalle forze di occupazione russe e poi rilasciato, è stato espulso da Energodar per «legami con i servizi di sicurezza ucraini». Il canale televisivo Rossiya-24 ha pubblicato un video che mostra Murashov che ammette i suoi legami con i servizi di sicurezza ucraini. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale russa Interfax. «La direzione della centrale nucleare di Zaporozhzhia può essere formata da dipendenti della centrale», ha dichiarato Renat Karchaa, consigliere del capo di Rosenergoatom, filiale operativa delle centrali russe di Atomenergoprom.

  • Kiev: in una settimana 2mila richieste di resa da parte dei Russi

    La direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino afferma che nelle ultime settimane 2mila militari russi hanno chiesto di arrendersi: ha affermato in tv il rappresentante dell’intelligence militare Andrey Yusov, come riporta Ukrainska Pravda. Yusov ha dichiarato che è stata osservata «un’ondata di appelli a poter arrendersi» dopo l’offensiva delle forze armate ucraine nella regione di Kharkiv e dopo l’annuncio della mobilitazione parziale nella Federazione Russa. «A chiedere di arrendersi non sono solo i soldati che si trovano sul territorio dell’Ucraina da occupanti, ma anche quelli che sono appena stati mobilitati e si trovano ancora sul territorio della Federazione Russa. Le richieste arrivano anche dai loro parenti o da persone che temono di poter essere mobilitate. In poche settimane abbiamo già ricevuto più di 2mila richieste di resa», ha detto Yusov. E ha ricordato il progetto statale ucraino «Voglio vivere», istituito per aiutare i militari dell’esercito russo ad arrendersi in sicurezza alle forze armate di Kiev. Per informazioni su come arrendersi, i militari russi o i loro parenti e amici possono chiamare i numeri a disposizione 24 ore su 24.

  • Russia: «Si negozia in due. Colloqui solo se Kiev cambia posizione o presidente»

    «Raggiungere la pace in Ucraina è impossibile senza soddisfare le richieste della Russia». Lo dice il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov citato dalla Tass. «Aspetteremo che Kiev cambi la sua posizione o cambi presidente nell’interesse del popolo ucraino», ha detto ai giornalisti Peskov. Il Cremlino ha anche dichiarato di non voler prendere parte alla retorica nucleare diffusa dalle potenze occidentali e dalle organizzazioni dei media, quando gli è stato chiesto di report di alcuni quotidiani, tra cui il Times secondo cui la Russia si sta preparando a dimostrare la sua volontà di usare armi nucleari.

  • Corea del Nord: sostegno alla Russia sull’annessione delle regioni ucraine

    La Corea del Nord ha espresso sostegno all’annessione russa delle quattro regioni ucraine, accusando gli Stati Uniti di «abusare» del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Lo ha riferito un dispaccio dell’agenzia ufficiale Kcna, citando Jo Chol-su, direttore generale del Dipartimento dell’organizzazione internazionale presso il ministero degli Esteri, per il quale i referendum di adesione alla Federazione russa «si sono tenuti in linea con i principi della Carta dell’Onu. Rispettiamo la volontà dei residenti che aspiravano all’integrazione e sosteniamo la posizione di Mosca di fare le suddette regioni parte della Russia».

  • Times: Putin si prepara a test nucleare al confine ucraino

    Putin starebbe preparando le sue forze armate per compiere un test nucleare ai confini dell’Ucraina. È quanto si legge sul britannico Times che cita un’informativa inviata dalla Nato agli Stati membri. Si tratta di un rapporto dell’intelligence in cui si avverte di possibili azioni di Mosca fra cui quella di testare il drone sottomarino Poseidon equipaggiato con una testata atomica. Secondo altre fonti, un treno militare russo della divisione nucleare sarebbe partito in direzione dell’Ucraina: l’unità è responsabile delle munizioni nucleari, del loro stoccaggio e manutenzione stando all’analista basato in Polonia Konrad Muzyka. Secondo una fonte di alto livello della difesa occidentale citata dal Times, la dimostrazione di forza più probabile da parte di Putin tramite il ricorso a ordigni atomici avverrebbe nel Mar Nero. Ma «non è impossibile» che il leader del Cremlino possa utilizzare un’arma nucleare tattica in Ucraina. In quel caso però i rischi per i russi sono più alti: «Potrebbero sbagliare e colpire accidentalmente una città russa vicino al confine ucraino come Belgorod», ha detto la fonte. Per Andrew Futter, professore dell’Università di Leicester ed esperto di armi atomiche, l’aver mobilitato il treno delle divisione «nucleare» rappresenta al momento un avvertimento lanciato da Putin all’Occidente.

  • Zelensky firma decreto: impossibile trattare con Putin

    Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha ratificato la decisione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale del 30 settembre in cui si afferma l’impossibilità di negoziare con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e la necessità di rafforzare la capacità di difesa dell’Ucraina. Tenendo conto dei risultati della riunione si è «affermata l’impossibilità di intrattenere negoziati con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin». Lo riporta Ukrainska Pravda.

  • Zuppi (Cei): «Crediamo che lupo terribile della guerra sia addomesticato»

    «Con San Francesco crediamo che il lupo terribile della guerra sia addomesticato e facciamo nostro l'accorato appello di Papa Francesco indirizzato certo ai due presidenti coinvolti direttamente, un aggressore e un aggredito, ma anche a quanti possono aiutare a trovare la via del dialogo e le garanzie di una pace giusta. Come San Francesco tutti possiamo essere artigiani di pace». Lo ha sottolineato il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, nel corso della celebrazione, ad Assisi, per il Patrono d'Italia.

  • Fuga da Russia dopo mobilitazione parziale, ’migliaia’ in Kazakistan

    Sono più di 200.000 i russi che si sono recati nel vicino Kazakistan da quando il Cremlino ha annunciato una mobilitazione «parziale» dei riservisti mentre prosegue il conflitto in Ucraina dopo l’invasione russa del Paese. I numeri arrivano dal ministro degli Interni del Kazakistan, Marat Akhmetzhanov, che ha anche precisato che dal 21 settembre in circa 147.000 sono partiti dal Kazakistan. «Ieri più di settemila cittadini russi sono arrivati in Kazakistan, mentre circa 11.000 sono partiti», ha detto il ministro. Non sono previsti limiti per gli ingressi, ha sottolineato. E ad oggi, ha affermato, sono state presentate 68 richieste per la cittadinanza.

  • Musk fa arrabbiare Kiev per il ’piano di pace’, l’irritazione di Zelensky

    Elon Musk propone un ’piano di pace’ per l’Ucraina e manda Kiev su tutte le furie. La proposta del numero 1 di SpaceX e Tesla - che ipotizza la Crimea russa e un nuovo referendum nel Donbass sotto la supervisione dell’Onu - ha provocato la reazione su Twitter del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Quale Elon Musk preferite? Quello che sostiene l’Ucraina o quello che sostiene la Russia?», ha chiesto il presidente, proponendo un sondaggio che ha ottenuto quasi 2 milioni di voti, con una netta maggioranza a favore della prima opzione.
    «Sono assolutamente a favore dell’Ucraina, ma sono convinto che una drammatica escalation della guerra provocherà enormi danni all’Ucraina e al resto del mondo», ha replicato Musk, ricordando di aver messo a disposizione di Kiev la rete satellitare Starlink. «I costi sostenuti da SpaceX per rendere funzionante e sostenere Starlink in Ucraina si aggirano finora sugli 80 milioni di dollari. Il nostro impegno per la Russia ammonta a zero dollari. Ovviamente, siamo a favore dell’Ucraina - ha aggiunto Musk - ma cercare di riprendere la Crimea causerà un enorme numero di morti, il tentativo probabilmente fallirà e ci sarà il rischio di una guerra nucleare. Tutto questo sarebbe terribile per l’Ucraina e il mondo».
    Toni ancora più aspri nei confronti del magnate sono stati usati da altri esponenti ucraini. Musk «sta cercando di legittimare i referendum farsa che sono andati in scena tra persecuzioni, esecuzioni di massa e tortura? Brutta strada - è stato il duro commento di Mikhailo Podolyak, consigliere di Zelensky - Le centinaia di migliaia di persone morte a Mariupol voteranno? Quelli finiti nei campi di concentramento? Elon Musk, lei crea razzi e sogna di colonizzare Marte. La Russia crea forni crematori mobili e sogna che l’Ucraina come nazione sparisca. Non è una questione di voto». «Coloro che propongono all’Ucraina di rinunciare alla sua gente e alla sua terra - presumibilmente per non ferire l’ego ferito di Putin o per salvare l’Ucraina dalla sofferenza - devono smettere di usare la parola ’pace’ come un eufemismo per ’lasciare che i russi uccidano e stuprino migliaia di altri ucraini innocenti, e prendano altra terra», ha dichiarato invece il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba.

    Elon Musk. (Odd ANDERSEN / AFP)

  • Kiev, siamo quasi vicino al confine nord-occidentale del Lugansk

    Le forze armate ucraine si sono quasi avvicinate al confine amministrativo nord-occidentale della regione di Lugansk. Lo afferma Sergei Gaidai , capo dell’amministrazione militare regionale di Luhansk, come riporta Ukrainska Pravda

  • Ambasciatore russo a Parigi, «per ora» no all’uso di armi nucleari

    L’ambasciatore russo in Francia, Alexei Meshkov, ha assicurato - in un’intervista alla tv CNews - che «per ora la Russia non ha motivo di utilizzare armi nucleari tattiche». Parlando della guerra in Ucraina, il diplomatico ha spiegato che «nella dottrina russa, ci sono soltanto due motivi per i quali noi potremmo utilizzare armi nucleari: un attacco con armi nucleari contro la Russia o i suoi alleati, o un attacco con armi convenzionali che metta in pericolo la nostra stessa esistenza. Il nostro è uno stato democratico - ha continuato - per ora non ci sono motivi di utilizzare armi nucleari tattiche». Quanto alla situazione sul terreno, per Meshkov l’”operazione speciale” in Ucraina continua ad essere una decisione giustificata: «Un anno fa - ha detto - il presidente Zelensky lanciava un appello alle persone che si sentivano russe affinché lasciassero il territorio ucraino. La minaccia non è svanita» per quelle persone.

  • Russia, anche il Senato ratifica annessione quattro regioni

    Anche il Senato russo, il giorno dopo la Duma, ha approvato all’unanimità l’annessione delle quatto regioni occupate ucraine alla Federazione russa. Lo ha riferito la Tass.

  • Iran non conferma uso suoi droni da parte di Mosca

    Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani, ha definito «privi di fondamento» e «non ha confermato» articoli e rapporti secondo cui droni forniti dall’Iran alla Russia sono stati utilizzati da Mosca in Ucraina. Lo rende noto l’agenzia Irna, secondo cui Teheran respinge varie ricostruzioni, anche da parte delle forze armate di Kiev, riguardo all’uso di droni iraniani da parte delle forze russe a partire da metà settembre. Dall’inizio del conflitto, l’Iran ha sempre espresso «chiara imparzialità, opposizione alla guerra e la necessità di una risoluzione politica per le divergenze tra le due parti evitando l’uso della violenza», ha aggiunto il funzionario della Repubblica islamica. Nei mesi scorsi, gli Usa avevano affermato di avere prove che Teheran avesse fornito droni a Mosca pronti per essere utilizzati in Ucraina.

  • Filorussi ammettono avanzata forze Kiev in Kherson

    Una nuova avanzata delle forze ucraine nel sud, nella regione di Kherson, ma anche nel Donbass e nel Lugansk, viene ammesso dalle autorità filorusse locali, secondo quanto scrive la Bbc. Il leader filorusso dell’oblast di Kherson, appena annessa, secondo Mosca, alla Federazione russa, Vladimir Saldo, avrebbe ammesso che l’esercito di Kiev ha sfondato vicino a Dudchany, una cittadina sul fiume Dnipro (Dniepr per i russi), a una trentina di chilometri a est della precedente linea del fronte. «Ci sono insediamenti occupati dalle forze ucraine», dice Saldo, citato dalla Bbc.
    Secondo il leader dell’oblast, due battaglioni ucraini stanno cercando di raggiungere la centrale idroelettrica di Kakhovka, nella cittadina portuale di Nova Kakhovka, 70 km a est della città capoluogo di Kherson. Un portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha ammesso che carri armati ucraini in numero preponderante sono «penetrati come un cuneo in profondità» a sud del villaggio di Zolota Balka, che segnava la linea del fronte sul Dnipro, aggiungendo che nei combattimenti sono stati uccisi 130 soldati ucraini. A est invece, nel Donbass, dopo aver ripreso nel Donetsk la città strategica di Lyman e i suoi dintorni, le forze di Kiev sono entrate per diversi chilometri nella regione di Lugansk. Per i filorussi, sempre citati da Bbc, si ritiene che si stiano muovendo in direzione di Kremenna e di Svatove.

  • Capo della Cia: Difficile dire se Putin bleffa su armi nucleari

    “E’ difficile dire” se il presidente russo Vladimir Putin “stia bluffando” quando minaccia il ricorso alle armi nucleari nella guerra in Ucraina. Lo ha ammesso il direttore della Cia, William Burns, in un’intervista alla Cbs. “Beh, dobbiamo prendere molto sul serio tipo di minaccia, visto tutto ciò che è in gioco. La retorica che lui e altri leader russi hanno usato è sconsiderata e profondamente irresponsabile - ha accusato Burns -. Oggi non vediamo alcuna prova concreta nella comunità di intelligence degli Stati Uniti che si stia avvicinando all’uso effettivo, che ci sia una minaccia imminente di usare armi nucleari tattiche”.

    Dunque, ha continuato il capo della Cia, “a questo punto è molto difficile dirlo. Come ho detto, quello che dobbiamo fare è prenderlo molto sul serio, osservare i segnali che indichino una preparazione e anche - e questo è il ruolo dei politici”. “E io non sono più un politico. Ma bisogna comunicare in modo molto diretto le gravi conseguenze che deriverebbero dall’uso di armi nucleari”, ha concluso.

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  • Intelligence Gb, inizio leva in Russia un mese dopo, segno difficoltà

    “Il periodo di leva in Russia inizierà il primo novembre, un mese dopo il solito. L’inizio ritardato è un’indicazione delle crescenti pressioni sulla capacità della Russia di addestrare ed equipaggiare un gran numero di nuovo personale arruolato”. E’ quanto si legge nel consueto aggiornamento della situazione in Ucraina dell’intelligence britannica, a proposito del decreto firmato il 30 settembre dal presidente russo Vladimir Putin sull’avvio del periodo di reclutamento, quello di routine previsto in autunno, che prevede l’addestramento di “120mila coscritti, ai quali non è permesso dalla legge di essere dispiegati fuori dalla Russia”.

    Si tratta di un arruolamento separato da quello previsto dal decreto del 21 settembre sulla “mobilitazione parziale” di almeno 300mila riservisti. Secondo l’intelligence di Londra, “le sfide di accogliere, addestrare, equipaggiare e schierare personale mobilitato e arruolato sono significative. Le carenze all’interno dei sistemi amministrativi e logistici russi continueranno a minare questi sforzi”.

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  • Camporini, per Putin va male, rischio che usi l’atomica

    “Le carte ora le dà Vladimir Putin. Il rischio esiste, perché avere a disposizione l'arma nucleare può solleticare la tentazione di utilizzarla per cambiare le sorti sul terreno di battaglia, dove per la Russia non sta andando bene”. É quanto ha detto il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica e della Difesa, in un’intervista al ’Corriere della Sera’.

    Se venisse utilizzata dalla Russia, “l’arma nucleare strategica avrebbe un effetto globale. È l'arma da fine mondo. Usare quella tattica potrebbe dare la dimostrazione di essere pronti a scatenare l'inferno. Ma si tratta comunque di bombe nucleari di potenza da 600 a 2.000 tonnellate di tritolo. Non ucciderebbero solo gli avversari. Renderebbero inabitabili aree di 4- 7 chilometri che si pretende di conquistare. E poi, visto che gli Usa hanno annunciato che reagirebbero in tutti i modi, potrebbe concretizzare il coinvolgimento diretto dei Paesi occidentali”.

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  • Zuppi (Cei): Dialogo ad ogni costo per avere la pace

    Per il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, l’unica strada per arrivare alla pace in Ucraina passa attraverso “la via del dialogo”. Il cardinale Zuppi, in un’intervista a la Repubblica, ricorda le difficoltà di arrivare ad una pace stabile in Mozambico 30 anni fa. Zuppi, che di quel negoziato fu protagonista con la comunità di Sant’Egidio, sottolinea come “a differenza dell’Ucraina dove si può pensare, erroneamente, che la pace sia data dal vincere la guerra con le armi, in Mozambico non c’era l’ipotesi di una vittoria militare: la pace era l’unica via possibile. Non è stato facile comunque tessere la via del dialogo che richiede tempo e attenzione. Però è sempre possibile, bisogna crederci con forza”. Nel caso dell’Uncraina, il “minimo comun denominatore” da ricercare tra le parti per far ripartire le trattattive per Zuppo è “la coesistenza e, aggiungo, l’essere cristiani”. Per Zuppi, infine, “in Ucraina oggi c’è bisogno di avviare un dialogo: fosse anche solo esplorativo, ma va avviato”.

    Un momento del Focus Censis Confcooperative 'Un paese da ricucire' ad Assisi con il Cardinale Matteo Mariza Zuppi (ANSA/BASILIETTI)

  • Nvidia cessa ogni attività in Russia

    Nvidia Corp., il più importante produttore di chip statunitense, sta chiudendo tutte le attività in Russia, dopo che l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca è entrata ormai nel suo ottavo mese. Nvidia aveva già sospeso le sue spedizioni in Russia, ma ha mantenuto una presenza nel Paese «per supportare i dipendenti e le loro famiglie», ha affermato la società in un comunicato rilasciato ieri e citato da Bloomberg in cui si specifica che ora Nvidia sta «cessando tutte le attività» in Russia.

    (REUTERS/Tyrone Siu)

  • Pentagono, la Russia è sulla difensiva a Kherson

    Le forze di Mosca sono «sulla difensiva» nella regione meridionale di Kherson, appena annessa dalla Russia dopo i referendum farsa. Lo riferisce il Pentagono, confermando quanto ammesso ieri dal portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov. «Giù nella regione di Kherson, dove l’Ucraina sta conducendo la sua controffensiva, i russi sono essenzialmente in una posizione difensiva. Stanno combattendo, ovviamente, ma sono in una posizione difensiva. Invece più a nord, vicino a Bakhmut, stanno attaccando», ha riferito un alto funzionario della Difesa statunitense.

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  • Norvegia, non chiudiamo il confine con la Russia

    Il ministro di Giustizia e sicurezza norvegese Emilie Enger Mehl è stata nella regione di Finnmark, la più settentrionale della Norvegia, dove ha presentato un nuovo elicottero per la polizia che servirà a rafforzare la sicurezza alla frontiera con la Russia: «È importante per il governo avere un buon controllo di questo confine. Siamo l’unico Paese nella zona Schengen che ha un confine aperto con la Russia», ha detto la Mehl ai microfoni dell’emittente di servizio pubblico norvegese Nrk.
    Venerdì la Finlandia ha chiuso il suo confine ai cittadini russi tranne che per alcune comprovate motivazioni, ma la Norvegia non ha intenzione di fare altrettanto, almeno non per ora: «In Finlandia hanno avuto diverse migliaia di arrivi dalla Russia nel corso di pochi giorni. Noi abbiamo visto i numeri fare su e giù negli ultimi giorni, ma ben al di sotto di quelli visti in Finlandia», ha detto il ministro in una conferenza stampa.
    La sicurezza aggiuntiva alla frontiera servirà per poter monitorare il confine e, qualora dovesse essere necessario, per poterlo chiudere tempestivamente. Secondo Nrk, sarebbero circa 2.000 i giovani uomini russi che hanno varcato il confine norvegese durante la scorsa settimana.

    Russi in fuga in Finlandia con il rischio del confine chiuso

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