ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Il nuovo tonfo del Nasdaq frena le Borse europee, Piazza Affari chiude a -1,1%

Non c’è pace per i titoli tecnologici Usa che continuano a rivedere al ribasso le stime per il 2022, mandando in fibrillazione anche i mercati del Vecchio Continente. Ma pesa anche Lagarde sull’imminente rialzo dei tassi. Euro torna a 1,07 dollari

di Enrico Miele

Aggiornato alle 22:09

La Borsa, gli indici del 24 maggio 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Non c’è pace per i titoli tecnologici Usa che continuano a rivedere al ribasso le stime per il 2022, mandando in fibrillazione il NASDAQ 100 e, di conseguenza, anche i listini europei, che terminano la seduta tutti in territorio negativo, peggiorando sul finale. Il tonfo a Wall Street stavolta tocca alla holding che controlla l’app Snapchat (-43%) dopo un "profit warning" sui target per quest’anno. Tanto è bastato, assieme ad alcuni deludenti dati macro Usa, per innescare vendite a pioggia su tutti i social network (Meta -10%) e, di riflesso, sugli indici del Vecchio Continente, già a loro volta deboli per il calo della manifattura Ue e, soprattutto, l’avvicinarsi della stretta Bce dopo le parole della presidente Christine Lagarde (che ha delineato la prospettiva di uscire entro la fine settembre dall'attuale scenario di tassi di interesse negativi nell'eurozona). In questo clima, a Milano l’indice FTSE MIB è riuscito ad arginare le perdite rispetto ad altri listini solo grazie alla tenuta delle banche, con lo scenario di M&A che appare in movimento. In chiusura la peggiore è la Borsa di Amsterdam (AEX) seguita da Francoforte (DAX 30) e Parigi (CAC 40). Sul fronte dei cambi, l’euro conferma il rafforzamento sul dollaro sopra 1,07 contro il biglietto verde dopo le indicazioni di Lagarde.

Wall Street in altalena. Tonfo per Snap e per A&F

In rosso per gran parte della seduta Wall Street chiude in altalena: il Dow Jones sale dello 0,16% a 31.931,06 punti, il Nasdaq perde il 2,35% a 11.264,45 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,79% a 3.942,21 punti. A pesare è il settore dei titoli tecnologici dopo il crollo di Snap che non raggiungerà i target prefissati per utili e ricavi nell'attuale trimestre; per tenere sotto controllo i costi, inoltre, rallenterà il processo di assunzione di nuovi dipendenti. Il crollo della piattaforma social (-30%) si ripercuote sulle altre aziende del settore: Meta Platforms, Pinterest, Alphabet, Amazon, Apple, Twitter eNetflix. L'indice Nasdaq è arrivato a cedere quasi il 3%. Cambiando settore, si segnala anche la caduta del titolo di Abercrombie & Fitch (-27%), dopo un'inattesa perdita trimestrale, su ricavi invece superiori alle attese. A incidere sui conti, come per molte altre società, è l'aumento dei costi. Abercrombie ha inoltre tagliato l'outlook per l'anno fiscale 2022. Il Dow Jones è reduce da otto cali settimanali consecutivi, lo S&P 500 e il Nasdaq da sette. Al centro delle preoccupazioni restano la crescita economica e l'inflazione.

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A Milano tengono le banche, balzo di Cattolica

Sull'azionario milanese, per tutta la seduta si sono registrati acquisti sulle banche e vendite sulle utility, frenate dall'imminente rialzo dei tassi d'interesse. Tra le migliori Banco Bpm seguita da Banca Pop Er e Unicredit. In territorio negativo, invece, Enel, giù anche Hera, A2a e Italgas. Le divergenze tra il fondo Kkr e Tim sul progetto della rete unica hanno fatto scivolare il titolo del gruppo tlc (Telecom Italia). Fuori dal FTSE MIB, balzo per la compagnia Cattolica Ass dopo che Generali ha concluso l'acquisto di un altro 6,8% del capitale portandosi a oltre il 90% nel controllo della compagnia. Bene il gruppo Leonardo - Finmeccanica dopo il “no” di Profumo alle ipotesi di fusione con Fincantieri e Inwit. In fondo al listino Stmicroelectron in scia ai tech Usa e il lusso con Moncler. Sull'azionario gli acquisti hanno premiato anche Terna, Interpump Group e la holding Atlantia. Dall’altro lato, in “rosso” il settore auto con Stellantis e Pirelli & C. La nuova commessa in Brasile non basta a Saipem.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Lagarde: «Fuori da tassi negativi entro settembre»

L'eurozona lascerà l'era dei tassi di interesse negativi nei prossimi mesi poiché il blocco valutario ha raggiunto un «punto di svolta» nella politica monetaria. La presidente della Bce Christine Lagarde ha ribadito la linea già dichiarata nei giorni scorsi in una intervista a Bloomberg Television al World Economic Forum di Davos. Lagarde ha spiegato che Bce «non è in modalità panico» ma uscirà dai tassi negativi entro il terzo trimestre. In un post sul blog della banca centrale Lagarde aveva indicato di attendersi un primo rialzo dei tassi a luglio e l'uscita dai tassi negativi (ora siamo a -0,50% sui depositi) entro la fine del terzo trimestre.

Usa, manifatturiero e servizi rallentano a maggio

L'attività manifatturiera e quella dei servizi negli Usa deludono le aspettative nel mese di maggio: secondo gli indici Pmi, che raccolgono le opinioni dei responsabili acquisti delle aziende, a maggio c'è stata una frenata a 53,5 punti per il settore servizi dai 55,6 di aprile e a fronte di attese di una lettura a 55,4 punti. Per il manifatturiero si è passati a 57,5 punti dai 59,2 di aprile. Da ricordare comunque che i dati sopra i 50 punti indicano che l'attività in questione resta in fase espansiva.

In positivo il petrolio, risale il prezzo del gas

Prezzi del petrolio in positivo sia nel contratto luglio del Brent sia nella consegna luglio del Wti, dopo il lieve rialzo della vigilia nonostante gli avvertimenti lanciati dal direttore esecutivo Iea Birol («ulteriori rialzi potrebbero creare un rischio recessivo per l’economia globale») e dal ministro per l’Energia indiano pochi giorni fa («il prezzo a 110 dollari al barile costituisce un problema per il mondo intero e non è sostenibile»). Intanto, il gas naturale in Europa torna a salire ma resta al di sotto dei livelli precedenti all'invasione russa dell'Ucraina. Il gas era a 87,5 euro il 23 febbraio, giorno precedente all'invasione. I prezzi erano poi schizzati nei giorni successivi oltre i 210 euro per megawattora. «Mentre il Ttf scende ai minimi da tre mesi perché le scorte si stanno allineando con i valori stagionali medi - commentano gli analisti di Mps Capital Services - negli Usa il future è in salita visto che, al contrario, le scorte sono basse e un’ondata di caldo sta colpendo la California, contribuendo ad aumentare la domanda dai climatizzatori».


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