Interventi

Un Gov-Tech District per innovare la PA

di Leonardo Bertini

3' di lettura

Un Gov-Tech District che sviluppi l'integrazione di ecosistemi per l'innovazione della PA, sul modello dei distretti bancari (Fin-Tech) o assicurativi (Insur-Tech), seppur con le sue peculiarità, potrebbe essere un modello efficace per l'execution della #MissioneUno del PNRR e una soluzione di procurement of innovation.
Appare evidente che il futuro dei modelli di generazione di valore sono le piattaforme (si pensi ad Amazon o Airbnb) che facilitano l'incontro tra domanda e offerta. E' necessario quindi immaginare una piattaforma digitale per l'innovazione nella PA che ne faciliti l'incontro tra domanda e offerta superando l'annoso tema del procurement of innovation. Una piattaforma digitale che venga supportata da una o più “piattaforme fisiche” (ad esempio una o più aziende pubbliche) che attraverso la propria domanda di innovazione siano “trainanti” e facciano da aggregatore e supporto per la creazione di un ecosistema per lo sviluppo di tecnologie applicate alla PA. In altri termini un Gov-Tech District, fortemente orientato allo sviluppo di servizi per i cittadini e le imprese.
Un ecosistema, o una federazione di ecosistemi basata su standard di interoperabilità che permettano di mettere a fattor comune i rispettivi partecipanti sia lato domanda e sia lato offerta di innovazione, che deve essere spinto da quattro eliche propulsive:
1.Government: cioè Pubblica Amministrazione centrale dello Stato (PAC), Enti e Agenzie, Aziende Pubbliche. In altre parole il volano per una politica industriale dell'innovazione nella PA passa per l'aggregazione della domanda dei fabbisogni di soluzioni, per la co-creazione di casi d'uso e co-generazione di requisiti utente. Ma soprattutto al centro di ogni cambiamento c'è il fattore umano, quindi tutti gli strumenti per “agire il cambiamento” nei dipendenti pubblici (informazione, formazione, progetti pilota, monitoraggio, premi, ecc.) a disposizione di una Open Innovation Community nella PA.
2.Accademia, Università, Enti di Ricerca, Agenzie offrono una consistenza scientifica e propongono, seppur spesso con spirito avanguardista, quegli spunti di ricerca di base e prototipale che possono positivamente contaminare un ecosistema;
3.Mercato, ovvero l'offerta tecnologica, il coinvolgimento delle associazioni di categoria, degli incubatori, venture e “distretti” è necessario per l'ingaggio delle PMI innovative elemento centrale per accelerare l'innovazione ma spesso troppo distanti dai processi di procurement pubblico. Insieme agli ordini professionali possono essere anche un valore aggiunto per il co-design delle soluzioni;
4.Cittadinanza attiva, se vogliamo disegnare soluzioni davvero orientate ai cittadini (Citizen eXperience), il mondo dell'associazionismo e le forze sociali possono essere una chiave determinante non solo nella co-creation e nel crowd-testing delle soluzioni ma anche nella loro diffusione capillare tra i cittadini.
Il Gov-Tech District dovrà aggregare, coordinare e gestire queste quattro eliche, anche tramite una “piattaforma” digitale che permetta, in modo trasparente e ingegnerizzato, la gestione di tutta la value chain dell'innovazione: dalla definizione di una idea o caso d'uso in modo collaborativo e partecipativo, fino al procurement dell'innovazione (es. via Request for Anything RfX su mercato elettronico), al monitoraggio dei risultati, alla ricerca di venture capital per le imprese/soluzioni innovative. In altri termini il Gov-Tech District per la gestione partecipata del funnel dell'innovazione anche in una prospettiva di partnership pubblico-privato. Un ecosistema che favorisca lo sviluppo della Api economy nel settore pubblico. Tale modello può facilitare l'abbattimento dei silos tra governo-industria-accademia-società civile, per creare un ecosistema efficace e condividere strategie di lungo termine, strumenti tattici di collaborazione, rapida acquisizione di soluzioni innovative.
Un Gov-Tech District, seppur ha dimostrato la sua efficacia in altri contesti e in altri paesi, non è realizzabile nel breve termine senza un importante commitment politico e una o più grandi soggetti pubblici con un peso specifico che facciano da aggregatore.
Il Ministro Colao si trova probabilmente davanti alla sfida più difficile, passare dall'immaginare il PNRR al realizzarlo. Un Gov-Tech District può essere uno strumento utile e fattore abilitante della digitalizzazione.

Digital Innovation Manager, docente a contratto in economia pubblica, coautore Treccani informatica

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