ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’anniversario

Un paese, due sistemi: 25 anni fa Hong Kong tornava alla Cina. Xi Jinping: «Non si cambia»

Dopo aver fatto parte dell’Impero britannico fin dal 1842, il territorio di Hong Kong è ritornata alla Repubblica popolare cinese a partire dal 1° luglio 1997

Xi Jinping a Hong Kong. 25 anni di Cina, in tanti sono fuggiti

2' di lettura

La «vera democrazia» di Hong Kong è iniziata 25 anni fa, con «il ritorno dei territori alla madrepatria» che ha aperto «una nuova epoca nella sua storia». Con queste parole il presidente cinese Xi Jinping è intervenuto alla cerimonia in occasione dei 25 anni del passaggio di consegne di Hong Kong dalla Gran Bretagna alla Cina, avvenuto il 1° luglio del 1997.

Xi ha poi aggiunto che «non c’è motivo di cambiare il modello “un Paese due sistemi” e che Hong Kong deve rispettare il sistema socialista e la leadership del Partito comunista».

Loading...

Dopo aver fatto parte dell’Impero britannico fin dal 1842, il territorio di Hong Kong è ritornata alla Repubblica popolare cinese a partire dal 1° luglio 1997. In quell’occasione le autorità di Pechino si sono impegnate a rspettarne alcuni assetti economici e sociali per un periodo non inferiore ai 50 anni.

Il discorso del neo governatore Lee

«L’attuazione della legge sulla sicurezza nazionale e il rinnovamento del sistema elettorale hanno stabilizzato Hong Kong». Il neo governatore della città John Lee ha affermato che il modello “un Paese, due sistemi”, che da 25 anni regola i legami tra l’ex colonia e Pechino, «è a salvaguardia di Hong Kong».

Ha assicurato, nel discorso di insediamento dopo aver prestato il giuramento alla presenza del presidente Xi Jinping, che «sosterrà la politica “un Paese due sistemi” e proteggerà lo stato di diritto», lodando «il sistema legale della città come più avanzato di molti Paesi occidentali».

Lee ha poi spiegato che la legge sulla sicurezza nazionale ha salvato Hong Kong dal caos, mentre lo stato di diritto è alla base del successo della città: si tratta di due fattori di sviluppo da combinare all’elevata connettività internazionale e al ruolo dei territori di porta di accesso per la Cina continentale. Lee si è impegnato a mantenere la competitività di Hong Kong e il suo status di hub finanziario e marittimo internazionale in forza della sua economia più libera del mondo, sottolineando le sfide, tra cui la crisi finanziaria globale e il Covid.

Chi è il nuovo Il nuovo leader

Sessantaquattro anni, di cui 40 spesi da “super poliziotto” nel settore della sicurezza, ha promesso di sviluppare settori emergenti come la tecnologia e l’innovazione, e di fornire più alloggi per la città meno abbordabile del mondo pur senza fornire dettagli.

Questo sviluppo sarebbe alla base per la soluzione dei problemi economici e per migliorare i mezzi di sussistenza degli oltre 7 milioni di residenti. Lee e la sua squadra di governo hanno tenuto il giuramento in mandarino, in linea con le cerimonie precedenti. Storicamente, invece, i discorsi inaugurali sono stati fatti in mandarino e cantonese.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti