L’indagine

Una gestione integrata aiuta a contenere i costi della mobilità

di Ge.Spe.

(Nissan)

3' di lettura

Tra i trend più significativi che emergono dagli scenari di gestione della corporate mobility vi è senza dubbio la crescente propensione verso l’integrazione organizzativa e funzionale delle diverse aree della mobilità aziendale (fleet, travel e mobility).

Se ad esempio si considerano i viaggi aziendali, le imprese stanno cominciando a spostare l’attenzione dal semplice Total Cost of Ownership, che si concentra solo sulla flotta ed i relativi costi di implementazione e gestione, al più articolato Total Cost of Mobility, che tiene conto di altri fattori che impattano la voce di costo “mobilità aziendale”, come ad esempio la mobilità con noleggio, i taxi o l’uso dell’auto privata.

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Quanto detto è stato anche appurato da una recente inchiesta condotta da Econometrica su un campione rappresentativo di fleet manager. Per l’80% degli intervistati infatti la gestione della flotta (fleet management), la gestione delle trasferte dei dipendenti (travel management) e la gestione della mobilità casa-lavoro (mobility management) sono considerati «ambiti con elementi comuni che ne favoriscono l’integrazione». E anche se solo il 26% del campione ha concretamente già avviato un progetto interno di integrazione di queste funzioni, tra quel 74% che non lo ha ancora fatto, ben il 63% ritiene che sia arrivato il momento di pensarci seriamente.

La ragione di questo trend è presto spiegata: da un approccio “olistico” e globale dei diversi ambiti della mobilità aziendale, può scaturire un miglior governo dei processi interni e di razionalizzazione delle risorse, con conseguente risparmio dei costi. La ricerca rivela quindi che la maggior parte degli interessati è conscia dei vantaggi portati da una maggiore collaborazione e, soprattutto, ritiene possibile dare concretamente inizio già oggi ad un processo di maggiore integrazione delle tre funzioni.

Tra gli altri principali trend che stanno caratterizzando il settore della corporate mobility vi è poi la ricerca di soluzioni e servizi sempre più flessibili, specialmente alla luce dell’impatto in termini economici che il Covid-19 sta avendo sul mondo delle aziende. Sono molti ad esempio i fleet manager che, per minimizzare nel breve periodo gli effetti del Covid sulla propria attività, segnalano la necessità di prorogare i contratti di noleggio, oppure di ridurre i canoni o addirittura di fermare l’ordine di nuovi veicoli. Sempre dall’inchiesta di Econometrica emerge infatti che il servizio più richiesto dai fleet manager è l’“estensione del contratto di noleggio” (il 75% dei fleet manager ha espresso questa preferenza), seguito da “riduzione del canone” (26,4%), “modalità di consegna più elastica delle vetture” (26,4%), “sanificazione dei veicoli” (25%), “sospensione del canone” (16,7%) e “annullamento della penale per la chiusura anticipata del contratto di noleggio” (8,3%).

Per quanto riguarda invece la transizione verso la mobilità elettrica? Il sentiment generale ricavato dall’indagine di Econometrica è che la transizione all’elettrico è un processo ormai avviato e che proseguirà nella sua irrefrenabile ascesa, che gli investimenti in innovazione ricerca e infrastrutture continueranno e che la cultura della sostenibilità diventerà un tema sempre più presente nelle aziende anche dopo questa difficile crisi sanitaria e economica.

Dall’inchiesta, in particolare, emerge che il 23% dei fleet manager annovera ad oggi almeno un veicolo elettrico all’interno della propria flotta. Si tratta di una percentuale sicuramente modesta ma che è destinata a crescere anno dopo anno. Tra quel 77%, poi, che ancora non possiede auto elettriche, quasi la metà (il 45%) dichiara che sta considerando seriamente l’idea di avviare delle strategie legate all’elettrificazione della flotta.

I principali fattori indicati dai fleet manager alla base di questa scelta sono due: il primo è un “effetto positivo sull’immagine aziendale”. Molte aziende infatti sono attratte dal valore sociale dell’elettrificazione della flotta, un’operazione capace di dare un valore aggiunto al proprio brand. Il secondo fattore riguarda un’attesa per “minori costi di gestione”, dal momento che le auto elettriche hanno costi di gestione e di manutenzione inferiori rispetto alle motorizzazioni tradizionali.

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