SOSTENIBILITÀ

Una tartaruga di nome Euphorbia, testimonial della lotta contro la plastica nei mari

L'adozione di una creatura marina e la possibilità di seguirla in tutti i suoi spostamenti: è il premio per aver recuperato 5mila kg di plastica dagli oceani.

di Redazione

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La tartaruga marina di nome Euphorbia, testimonial della lotta contro la plastica nei mari.

L'adozione di una creatura marina e la possibilità di seguirla in tutti i suoi spostamenti: è il premio per aver recuperato 5mila kg di plastica dagli oceani.


2' di lettura

Seguire le tracce di una tartaruga marina può essere sorprendente. Stupisce quanti chilometri è in grado di percorrere nuotando, quante terre lambisce, quanti confini attraversa libera. Euphorbia, per esempio, negli ultimi anni, si è spinta per oltre 4mila chilometri e ha costeggiato un lungo tratto della Florida, da Boca Raton a Miami. Poi è passata dall'arcipelago delle Bahamas arrivando fino a Cuba. Ognuno può monitorare i suoi spostamenti nell'Oceano Atlantico, sono tutti tracciati. Questo perché Euphorbia è una tartaruga adottiva. La sua è una storia legata a L'Erbolario. L'azienda cosmetica lodigiana è impegnata nella lotta contro gli sprechi, in un'ottica di sostenibilità ambientale. Grazie alla scelta di utilizzare i flaconi airless in plastica riciclata OWP® per il lancio della linea viso I Colori dell'Orto è riuscita a recuperare 5mila kg di plastica dagli oceani, un quantitativo che equivale a circa 5 milioni di cannucce. E' questa la ragione per cui è stata premiata da OWP® (Ocean Waste Plastic), progetto della società danese Pack Tech che estrae plastica dai mari, dai fiumi e dai rifiuti raccolti sulle spiagge.

Il premio? L'adozione a distanza di una tartaruga marina. «E' magnifico ed è la prova che le nostre scelte sostenibili sia in materia di formule a base di estratti vegetali sia di imballi a basso impatto ambientale possono dare un piccolo contributo a migliorare la salute del nostro pianeta», spiega Franco Bergamaschi, co-fondatore di L'Erbolario insieme alla moglie, Daniela Villa. D'altronde i dati, pubblicato da Ocean Waste Plastic, e le conseguenze dell'inquinamento marino sono preoccupanti. Più di 10 trilioni di pezzi di plastica, pari a più 300milioni di tonnellate, infestano in questo momento le acque degli oceani e a questo enorme quantitativo, ogni anno si vanno ad aggiungere come minimo 8 nuovi milioni di tonnellate di rifiuti.

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Entro il 2050, se non si inverte la tendenza, ci sarà in termini di peso una quantità di plastica superiore alla quantità di pesci presente nei nostri mari. Per questo ogni gesto di ogni singola persona e di ogni singola azienda conta. Per chi non l'avesse ancora visto, vale un ripasso l'affascinante, pluripremiato documentario diretto da Jeff Orlowski, Chasing Coral , ancora disponibile su Netflix. Tre anni di riprese e oltre 500 ore di girato, che ci immergono davanti alla Grande barriera corallina al largo delle coste dell'Australia per assistere al fenomeno del terzo sbiancamento e morte dei coralli dovuti al riscaldamento globale. Nel giro di 30 anni la metà dei coralli di tutto il mondo è andata perduta.

Intanto, proprio in queste ore, la tartaruga Euphorbia si trova a metà strada tra Cuba e le Bahamas: è da qualche mese che percorre serena le acque della zona. Per chi volesse seguire i suoi movimenti, il sito di riferimento è questo https://conserveturtles.org/stctrackingmap/?id=214. Nota interessante: al link si possono trovare molte altre informazioni su questa creatura marina. La sua velocità media, per esempio, è di 0,42 km/h.

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