emergenza covid

Vaccini, accordi con medici di famiglia solo in 12 regioni. Malati cronici indietro

Una situazione anomala, denunciano i camici bianchi, si sta determinando rispetto alle categorie prioritarie da vaccinare poiché, nella pratica, stanno rimanendo indietro nelle immunizzazioni proprio i soggetti che ne avrebbero più bisogno, ovvero le persone fragili con patologie.

di An.Ga.

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3' di lettura

Non tutte le Regioni sono ancora partite con la vaccinazione anti-Covid negli studi dei medici di famiglia, o nelle Asl se questi ultimi non sono adeguati, sulla base di accordi territoriali. Dopo il protocollo nazionale siglato nelle scorse settimane, e che rappresenta la cornice generale per la partecipazione dei medici di base alla campagna vaccinale, solo 12 Regioni hanno infatti attivato ad oggi i necessari accordi territoriali. Si tratta, secondo una rilevazione della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), di Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle D'Aosta, Lazio, Puglia e Provincia autonoma di Trento, anche se non tutte sono già partite operativamente.

Solo 10 vaccini a settimana ai medici di base

Un primo problema è la scarsità delle dosi: sono solo 10 a settimana per medico quelle finora arrivate. Ma c'è di più: una situazione anomala, denunciano i camici bianchi, si sta determinando anche rispetto alle categorie prioritarie da vaccinare poiché, nella pratica, stanno rimanendo indietro nelle immunizzazioni proprio i soggetti che ne avrebbero più bisogno, ovvero le persone fragili con patologie. «Le Regioni - commenta il segretario Fimmg Silvestro Scotti - stanno andando in ordine sparso rispetto alle categorie da vaccinare, e ciò sulla base dei vaccini che sono disponibili». Così, afferma, «in alcune Regioni con l'arrivo del vaccino AstraZeneca si stanno iniziando a vaccinare insegnanti e Forze dell'Ordine, mentre in altre no. In Emilia Romagna, ad esempio, i medici stanno iniziando a ricevere proprio AstraZeneca e si vaccinano gli insegnanti, mentre in Piemonte e Toscana hanno avuto dosi di Pfizer e Moderna e si procede con gli over-80». Il risultato, afferma, «è che si stanno vaccinando soggetti più giovani, sia pure di categorie essenziali, ma non i malati cronici che sono molto più a rischio».

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Malati indietro nelle vaccinazioni

Dal presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), Claudio Cricelli, arriva l’appello al premier Mario Draghi a dare «immediata priorità nella somministrazione dei vaccini anti-Covid alle persone ammalate croniche, con più patologie e sottoposte a più trattamenti. Questa categoria di persone è quella che ha dato il maggior tributo ai deceduti nel nostro Paese, oltre il 98%». Tuttavia, denuncia «per incomprensibili o prevedibili circostanze, in Italia la campagna vaccinale ha coinvolto soggetti sani, persone giovani, ma non ha ancora lontanamente sfiorato proprio queste categorie di soggetti, che sono invece quelle più sottoposte a contagio e mortalità». Il risultato, ha poi commentato Cricelli, è che «si stanno vaccinando col vaccino AstraZeneca categorie come avvocati o giudici, come in Toscana, ma non i malati, mentre per tale vaccino esistono evidenze di efficacia anche sugli over-65 con patologie».

Regioni in ordine sparso

Questa, al momento, rileva la Fimmg, l'attività di vaccinazione nelle Regioni. In Emilia Romagna i medici di famiglia vaccinano in studio con Astrazeneca il personale docente. Nel Lazio i medici vaccinano con Astrazeneca gli assistiti under 65 per criterio anagrafico in studi e nelle Unità di cure primarie delle Asl. Alcune Asl prevedono anche la possibilità di vaccinazione ad assistiti estremamente vulnerabili a domicilio. In Piemonte i medici hanno iniziato da 15 giorni a vaccinare over 80 nei centri vaccinali. Prossimamente anche negli studi adeguatamente organizzati. Nelle Marche i medici hanno terminato la vaccinazione nelle Rsa e sono pronti a partire con altre fasce di popolazione, l'accordo è stato appena siglato. In Toscana i medici di base stanno vaccinando over 80 negli studi o in spazi messi a disposizione dalle Asl. In Umbria i medici stanno vaccinando over 80 a domicilio. In Basilicata i medici sono partiti con vaccinazioni agli over 80 in alcuni comuni. Nella provincia autonoma di Trento i medici sono partiti con l'utilizzo di AstraZeneca per gli insegnanti. Lombardia, Valle d’Aosta, Puglia, Calabria non sono ancora partite.


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