Aerospazio

Vendita di Piaggio Aero, la Fim-Cisl punta su un intervento di Leonardo

Per Alessandro Vella, segretario della Fim ligure, «sarebbe la soluzione italiana ottimale e un partner ideale», a patto però che il gruppo decida «l’acquisizione dell’intera azienda» e non solo alcune divisioni

di Raoul de Forcade

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Per Alessandro Vella, segretario della Fim ligure, «sarebbe la soluzione italiana ottimale e un partner ideale», a patto però che il gruppo decida «l’acquisizione dell’intera azienda» e non solo alcune divisioni


2' di lettura

La Fim-Cisl della Liguria guarda con interesse alla possibilità che Piaggio Aerospace possa essere acquisita da Leonardo. A patto, però, che il gruppo guidato da Alessandro Profumo decida di acquistare l’intera azienda di Villanova d'Albenga (Savona); correggendo il progetto, manifestato a più riprese, di puntare solo alle divisioni manutenzioni velivoli e manutenzione motori.

A spiegare la posizione del sindacato è Alessandro Vella, segretario della Fim Liguria, dopo che, nei giorni scorsi, è emerso che sono undici, tra le 19 pervenute, le manifestazioni di interesse per acquisire Piaggio, ammesse dal commissario straordinario dell'azienda, Vincenzo Nicastro.

Piaggio, afferma Vella, «sotto la guida di Nicastro ha acquisito un portafoglio ordini complessivo di 640 milioni. Con lo scadere del bando di vendita, il 29 maggio sono arrivate le manifestazioni di interesse». Tutto questo, ragiona Vella, è positivo ma sul tavolo ci sono ancora due questioni aperte, sulle quali «bisogna concentrare l'attenzione».

Una riguarda proprio il bando di vendita: «Una volta ammesse le aziende – dice Vella - le valuteremo su piano industriale, che per noi vuol dire no allo spacchettamento, piano di sviluppo, prospettive di crescita, occupazione e così via. Ma una riflessione va sicuramente fatta sulla possibile offerta e acquisizione da parte di Leonardo. Sarebbe la soluzione italiana ottimale e un partner ideale».

Una soluzione che, tra l’altro, non comporterebbe l’esercizio del golden power, che invece scatterebbe con l’acquisizione dell’azienda da parte di realtà straniere (magari cinesi, visto che Pechino è nella short list con due distinte manifestazioni d’interesse).

«Ovviamente per noi – sottolinea Vella - è fondamentale l’acquisizione dell’intera azienda. E qui torna in campo il Governo, sulle scelte strategiche di politica industriale. Non si possono fare proclami firmare accordi e poi non rispettarli. È già successo su ArcelorMittal».

La seconda questione, che chiama ancora in causa il Governo, attiene, afferma Vella, «agli impegni sottoscritti dal Mise sul P.1HH. Non si ha, a oggi, alcuna conferma di questo finanziamento da 160 milioni che garantirebbe la certificazione del drone e l'acquisto, da parte del ministero della Difesa, di un sistema completo (un sistema di guida da terra e due velivoli, ndr). Sarebbe assurdo e paradossale non farlo e anche in tempi brevi».

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