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Vendite su Thyssenkrupp, rosso operativo e altri 7.400 tagli in 3 anni

Il titolo è arrivato a perdere oltre il 7%. Altri 5.000 posti in aggiunta ai 6.000 tagli annunciati nel maggio dello scorso anno, 3.600 dei quali già avvenuti

di Giuliana Licini

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L'impianto Thyssenkrupp di Duisburg (Reuters)

Il titolo è arrivato a perdere oltre il 7%. Altri 5.000 posti in aggiunta ai 6.000 tagli annunciati nel maggio dello scorso anno, 3.600 dei quali già avvenuti


2' di lettura

Thyssenkrupp bersagliata dalle vendite alla Borsa di Francoforte dopo l’annuncio dei conti del 2019-20 e di nuovi, pesantissimi tagli nell’organico. Il titolo della conglomerata tedesca è arrivato a perdere oltre il 7%. Thyssenkrupp, la cui divisione siderurgica risale a 200 anni fa, ha reso noto che “per fare fronte agli sviluppi di mercato di lungo termine e per contrastare gli effetti del coronavirus, vede attualmente la necessità di ulteriori riduzioni di posti di lavoro a un totale di 11mila rispetto alla situazione di partenza”. Si tratta di altri 5.000 posti in aggiunta ai 6.000 tagli annunciati nel maggio dello scorso anno, 3.600 dei quali già avvenuti. Quindi il totale è di altri 7.400 tagli su tre anni.

Servono ancora "passi dolorosi" per contrastare effetti del Covid

“La pandemia di coronavirus è un enorme stress per Thyssenkrupp. Nonostante le difficoltà abbiamo raggiunto importanti tappe nella nostra trasformazione. Ma non siamo ancora dove dobbiamo essere. I prossimi passi potrebbero essere più dolorosi degli altri, ma dobbiamo farli”, ha detto la ceo Martina Merz, citata in un comunicato. Per l’esercizio fiscale chiuso nello scorso settembre, Thyssenkrupp ha registrato un utile netto di 9,6 miliardi di euro, contro la perdita di 260 milioni nel precedente, grazie alla plusvalenza di circa 15 miliardi dalla cessione della divisione ascensori, che è stata “controbilanciata in parte della debole performance operativa causata dalla pandemia” e dalle svalutazioni per 3 miliardi in particolare su Steel Europe e Automotive Technology legate alla minore domanda a medio termine dall’industria dell’auto.

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Le "decisioni fondamentali" arriveranno in primavera

Sul bilancio hanno poi pesato 600 milioni di costi di ristrutturazioni. L’Ebit è negativo per 1,6 miliardi di euro e il fatturato del gruppo è calato del 16% a 35,4 miliardi di euro. Per il 2020-2021 l’attesa è di “un significativo miglioramento” dell'Ebit, che resta comunque quello di un rosso operativo di circa 500 milioni. Per la divisione acciaio, che nel 2019-20 ha accusato un Ebit negativo per 946 milioni, il gruppo ha già ricevuto un’offerta d’acquisto in ottobre dal gruppo siderurgico britannico Liberty Steel, fondato e guidato dall’industriale Sanjeev Gupta. Sono in oltre in corso discussioni con il gruppo svedese Ssab e la Tata Steel e sono stati avviati colloqui anche per un’eventuale partecipazione dello Stato tedesco al capitale del gruppo, una soluzione molto gradita ai sindacati. Ma "le decisioni fondamentali" per il business acciaio saranno prese solo nella primavera 2021, precisa il gruppo nel comunicato odierno, limitandosi ad indicare che i colloqui sulle opzioni per la siderurgia "procedono secondo i piani".

(Il Sole 24 ore Radiocor)

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