Riqualificazione architettonica

Venezia, riaprono oggi al pubblico le Procuratie Vecchie

L’immobile riapre dopo un complesso lavoro di recupero durato cinque anni ad opera dello studio David Chipperfield Architects Milan

di Paola Pierotti

Credit: Martino Lombezzi Contrasto

3' di lettura

Una firma dell’architettura contemporanea, già conosciuta per i suoi interventi in armonia con l’esistente, torna a far pulsare il cuore di Venezia. Con 500 anni di storia, le Procuratie Vecchie di Piazza San Marco riaprono oggi al pubblico dopo un complesso lavoro di recupero (Generali Real Estate si è occupato della gestione del progetto di riqualificazione) durato cinque anni ad opera dello studio David Chipperfield Architects Milan. Venezia riapre le “Procuratie Vecchie”

La proprietà

La proprietà è di Generali Italia che ha puntato alla valorizzazione del patrimonio dell’edificio, con una nuova missione sociale di respiro internazionale: la casa di The Human Safety Net, la fondazione di Generali che ha l’obiettivo di liberare il potenziale delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità, affinché possano migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e comunità. Un’apertura che celebra anche il legame di Generali con Venezia, guardando al futuro.

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Venezia riapre le “Procuratie Vecchie”

Venezia riapre le “Procuratie Vecchie”

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Mix di funzioni

Generali infatti ha iniziato la sua vita nelle Procuratie Vecchie (quelle che si sviluppano lungo il lato a nord della piazza) e ha acquisito quasi interamente l’immobile nel corso degli anni. Intervenendo, e inserendo al terzo piano le attività di The Human Safety Net, un’ampia parte delle Procuratie Vecchie sarà resa accessibile al pubblico per la prima volta in mezzo secolo.
Generali manterrà i propri uffici di rappresentanza nell’edificio, così come le attività private già presenti, istituzioni culturali e fondazioni. Il progetto di Chipperfield riguarda la riorganizzazione dell'accessibilità e della fruibilità, inserendo anche una nuova circolazione verticale. Il mix funzionale prevede anche un nuovo auditorium progettato per ospitare simposi internazionali, congressi ed eventi che hanno come missione obiettivi di sostenibilità. E al terzo piano, in particolare, in uno spazio di co-working troveranno ospitalità i team di The Human Safety Net, le Ong partner, i beneficiari dei programmi e i volontari che potranno incontrarsi e collaborare con uno scopo comune, oltre a disporre di un caffè aperto anche al pubblico. Sono state privilegiate tecniche costruttive antiche, locali e tradizionali: importante l’impiego dell’artigianato nell’intento di recuperare l’integrità di ciò che è stato presente per centinaia di anni in uno dei luoghi più rappresentativi di Venezia.

Ad esempio, grande attenzione è stata data all’utilizzo di materiale riciclato e alla conservazione, quando possibile, di elementi appartenenti alla storia dell'edificio, come il recupero del legno esistente e il riutilizzo dei coppi in terracotta per la realizzazione dei pavimenti a terrazzo veneziano. Non secondario l’impegno in termini di sostenibilità sposando le moderne tecnologie e in linea con i requisiti per la certificazione internazionale Leed Silver Core&Shell, attualmente in corso: un obiettivo particolarmente sfidante per un edificio di inestimabile valore storico ed artistico. E con questo intento, con l’acquisto di energia da sole fonti rinnovabili certificate, le Procuratie si distinguono come edificio carbon neutral nel cuore della città di Venezia. In campo per la progettazione di questo complesso, oltre allo studio di David Chiepperfield, anche diverse società di ingegneria, tra cui Artelia per il coordinamento del progetto, Arup per le strutture, gli impianti e le facciate, Manenfs Tifs per la consulenza acustica, studio Mistretta per l’antincendio. La direzione lavori è stata curata da Ta Architettura e il cantiere è stato portato a termine dall’impresa Rizzani De Eccher. Il design degli interni è di Migliore+Servetto.

«La riapertura delle Procuratie Vecchie rappresenta un momento storico sia per la comunità locale sia per quella internazionale. A distanza di cinque secoli, questo palazzo iconico recupera anche parte della missione originaria dei Procuratori: aiutare i più deboli della società. Questo – ha commentato il ceo di gruppo di Generali, Philippe Donnet – sarà un luogo di dialogo e di scambio di idee per superare le principali sfide sociali del mondo odierno e ispirare i visitatori ad agire per liberare il potenziale delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità. Uno spazio aperto a tutti, che supporta anche pienamente il progetto di rendere Venezia la capitale mondiale della sostenibilità». Generali ha firmato, tra l’altro, un accordo pluriennale con il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite e nell’ambito di questa partnership, Generali e la Insurance and Risk Finance Facility del Pnus si concentreranno sullo sviluppo di soluzioni innovative legate all’assicurazione per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.«Riparare, riunificare e adattare i molti strati di questa storica struttura è stata una sfida complessa e gratificante – ha commentato sir David Chipperfield che a Venezia ha già realizzato l’ampliamento del cimitero, e nella vicina Padova sta lavorando al campus dell'università nell’ambito dell'iniziativa Piave Futura ) – che ci riconnette con il potere dell’architettura sia come sostanza fisica sia come processo di collaborazione».

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