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Vincent Van Gogh: gli autoritratti alla Courtauld Gallery

Si tratta della prima mostra mai dedicata a questo tema e offre la possibilità di vedere oltre metà del totale di 35 autoritratti dipinti dall'artista olandese

di Nicol Degli Innocenti

A sinistra: autoritratto di Vincent van Gogh -1887(Van Gogh Museum Amsterdam - Vincent van Gogh Foundation); a destra: autoritratto di Vincent van Gogh -1887 (The Art Institute of Chicago)

3' di lettura

Pochi artisti nella storia hanno usato l'autoritratto come forma di espressione ma anche di intensa, profonda introspezione come ha fatto Vincent Van Gogh. La Courtauld Gallery, da poco riaperta al pubblico dopo la splendida ristrutturazione delle sue sale, ha organizzato la prima mostra mai dedicata a questo tema e offre la possibilità di vedere oltre metà del totale di 35 autoritratti dipinti dall'artista olandese.

L'ordine cronologico permette di seguire l'evoluzione artistica di Van Gogh oltre al suo stato psicologico e i cambiamenti visibili sono notevoli, soprattutto tenendo presente che l'intera produzione dell'artista è concentrata nello spazio di poco più di tre anni, tra il 1886 e il 1889.

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Parigi

“L'autoritratto con il cappello di feltro” del 1886, dipinto quando Van Gogh era a Parigi a sperimentare dopo avere deciso di dedicarsi alla pittura, è lontanissimo in stile e colori dall'Autoritratto con una tavolozza del settembre 1889, uno degli ultimi quadri dipinti dall'artista nell'ospedale psichiatrico di Santi-Rémy-de-Provence prima di morire.

In Provenza

Risale al periodo in Provenza anche il quadro forse più celebre di tutti, l'autoritratto con orecchio bendato del gennaio 1889, che fa parte della collezione permanente della Courtauld, dipinto dopo la sua prima grave crisi dopo il litigio con Paul Gauguin e l'automutilazione dell'orecchio in preda alla disperazione. Due ritratti in mostra sono stati riuniti per la prima volta da quando hanno lasciato lo studio di Van Gogh oltre 130 anni fa, finendo uno al Museo Nazionale di Oslo e uno alla National Gallery of Art di Washington. Sono una vivida e commovente dimostrazione dei mutamenti repentini nello stato mentale dell'artista. l primo, dipinto nel tardo agosto 1889, mostra un uomo cupo e spento, nella morsa della profonda crisi che lo aveva colpito quell'estate. Il secondo, dipinto la prima settimana di settembre, mostra un uomo forte e sicuro di sé, che con orgoglio tiene in mano la tavolozza e i pennelli come a dire che la pittura è la sua salvezza.

Dal manicomio infatti Van Gogh aveva scritto al fratello Theo pregandolo di dire ai medici di lasciarlo dipingere perché “lavorare ai miei quadri è assolutamente necessario al mio recupero”. L'unico altro autoritratto che lo mostra al lavoro è uno degli ultimi dipinti a Parigi prima di partire per il sud della Francia nel febbraio 1888. Van Gogh non solo ha in mano la tavolozza e i pennelli, ma è in piedi davanti alla tela, pronto a creare. La firma e la data, in rosso smagliante, risaltano con evidenza sul quadro.

Secondo Karen Serres, curator della mostra, per Van Gogh l'autoritratto rappresentava una miriade di cose: un modo per sperimentare nuovi stili, uno strumento per esaminare e studiare se stesso, un modo per costruire una propria identità e mostrarla al mondo, ma anche la possibilità di avere un modello a costo zero, importante per un artista sempre a corto di soldi.Alcuni autoritratti infatti sono stati dipinti sul retro di altri quadri perchè Van Gogh non aveva più tele da usare. In mostra c'è anche il quadro della seggiola di paglia dell'artista con la sua pipa e il suo tabacco, da lui stesso definito come “un autoritratto simbolico”.

Altri quadri mostrano come Van Gogh usasse l'autoritratto come mezzo per sperimentare sia con il colore che con lo stile, ad esempio provando la tecnica pointilliste di Georges Seurat. In diversi ritratti l'artista indossa il suo cappello di paglia, sia per il contrasto di colore con il suo camice blu da pittore sia per mostrare la sua predilezione per la pittura all'aria aperta.

Van Gogh. Self-Portraits, the Morgan Stanley Exhibition, fino all'8 maggio 2022, The Courtauld Gallery, Londra


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