ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa guerra in Ucraina

Von der Leyen da Davos: i russi rubano il grano ucraino, Kiev deve vincere

L’intervento della presidente della Commissione Ue al World Economic Forum

di Lino Terlizzi

Ucraina, von der Leyen: "Kiev deve vincere la guerra e Putin fallire"

4' di lettura

DAVOS - L’Ucraina deve prevalere, l'aggressione russa deve fallire, i ricatti di Mosca hanno ripercussioni globali e devono essere respinti. Per ricostruire l'Ucraina, occorrerà far andare insieme riforme e investimenti. In futuro l'Europa non dovrà più ricadere in trappole come quella della dipendenza energetica.

Sono i punti principali dell'intervento di Ursula von der Leyen al World Economic Forum di Davos, che si tiene in questi giorni in presenza fisica. Sulla presidente della Commissione europea erano concentrati molti riflettori del Forum e von der Leyen ha in effetti fatto un discorso ampio, centrato sulla guerra in Ucraina causata dall'invasione russa e sui cambiamenti che questa sta provocando sia nello scenario del Vecchio continente sia in quello globale.

Loading...

La guerra come colpo all’ordine internazionale

«La guerra in Ucraina – ha detto la leader dell'Unione europea - sta mettendo in dubbio l’intero ordine internazionale. Contrastare l’aggressione della Russia è un compito per l’intera comunità globale. Noi faremo tutto quello che possiamo per aiutare gli ucraini a vincere e a riprendere il futuro nelle loro mani. Per la prima volta l’Ue fornisce aiuti militari a un Paese sotto attacco. Stiamo mobilitando tutto il nostro potere economico, le nostre sanzioni e l’azione delle imprese stanno impoverendo l’economia russa e la macchina da guerra del Cremlino».

Ridurre la dipendenza energetica europea

Ursula von der Leyen nel suo intervento ha dato spazio ai problemi specifici che questa guerra ha fatto emergere sul versante dell'energia. «Dobbiamo evitare di finire nella stessa trappola del petrolio e del gas, non dobbiamo più dipendere più da nessuno. Stiamo lavorando per assicurare la catena di rifornimento», ha sottolineato. I gasdotti che verranno costruiti in Europa per diversificare gli approvvigionamenti e ridurre la dipendenza dalla Russia formeranno il nucleo anche della futura rete dell’idrogeno, la “nuova frontiera” dell’energia nell’Ue secondo la presidente della Commissione. «La diversificazione delle nostre forniture di gas è un pilastro di RePowerEu - ha detto von der Leyen - mentre parliamo, l’Europa sta concludendo nuovi accordi con fornitori affidabili e in tutto il mondo. In marzo ho concordato con il presidente americano Joe Biden un aumento delle forniture di gas naturale liquefatto dagli Usa all’Europa. Più gas naturale liquefatto e più gas tramite gasdotti arriveranno anche dal Medio Oriente e dal Nordafrica». Nuovi rigassificatori in Grecia, in Cipro e in Polonia saranno operativi in futuro, ha aggiunto von der Leyen.

Il sostegno finanziario a Kiev

Oltre ad aver varato sanzioni contro la Russia e ad aver favorito l'invio di armi, l'Ue vuole anche dare un sostegno finanziario di circa 10 miliardi di euro all'Ucraina, ha ricordato von der Leyen. «La ricostruzione deve combinare investimenti massicci e riforme ambiziose per modernizzare l'Ucraina, la sua Amministrazione, lo Stato di diritto, l'indipendenza giudiziaria, la lotta alla corruzione e per sbarazzarsi degli oligarchi, ha detto von der Leyen, toccando requisiti che sono necessari per la futura entrata dell'Ucraina nell'Ue. La presidente della Commissione ha ricordato, a proposito di ricostruzione dell'Ucraina, l'importanza della Conferenza internazionale che si terrà a Lugano il 4 e 5 luglio prossimi.

La presidente della Commissione ha anche indicato un ricatto da parte di Mosca per i beni alimentari, oltre che per l'energia, con ripercussioni mondiali. «Nell'Ucraina occupata l'esercito russo sta confiscando grano e macchinari e le navi da guerra russe nel Mar Nero stanno bloccando le navi ucraine piene di grano e semi di girasole», ha detto von der Leyen. Una risposta netta a Mosca, che ha affermato in questi giorni che sono invece le sanzioni occidentali ad aver fatto salire i prezzi di beni agricoli e fonti di energia e a provocare quindi una crisi alimentare con riflessi nel mondo. «L'antidoto al ricatto della Russia – ha detto ancora von der Leyen – è la cooperazione globale».

Mano tesa a una nuova Russia

Nello spazio riservato alle domande del fondatore del WEF, Klaus Schwab, la leader Ue ha comunque anche delineato spiragli per i rapporti in un futuro con la Russia. «Se tornerà alla democrazia, allo Stato di diritto, al rispetto dell'ordine internazionale, la Russia ritroverà il suo posto in Europa. La Russia è un nostro vicino, condividiamo molta storia e molta cultura. Oltre ad opporci a questa aggressione, a questa leadership russa, diciamo anche che spetta al popolo russo decidere del futuro del proprio Paese».

C'era attesa anche per l'intervento del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg al WEF di Davos. Oltre a ribadire il forte sostegno all'Ucraina, ha espresso ottimismo sull'entrata di Finlandia e Svezia nella Nato. Stoltenberg ha anche ammonito i Paesi che nel capitolo Russia-fonti di energia volevano anteporre gli interessi economici alla sicurezza e ha fatto un discorso analogo per quel che concerne il versante Cina-tecnologie. «Non sono contro i commerci con la Cina – ha detto il segretario dell'Alleanza atlantica – ma dico che ad esempio il controllo sulle reti 5G è di vitale importanza per la sicurezza. Non possiamo nell'interesse dei profitti e del libero scambio aprire quelle reti anche a fornitori che non risultano affidabili quando si tratta della nostra sicurezza».


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti