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L’Ue di Von der Leyen: salario minimo europeo ed emissioni zero nel 2050

dal nostro inviato Beda Romano


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Ursula von der Leyen al Parlamento di Strasburgo, dove ha tenuto il discorso di candidatura alla presidenza della Commissione (AFP)

3' di lettura

STRASBURGO – La presidente designata della Commissione europea Ursula von der Leyen è riuscita oggi qui a Strasburgo a scaldare i cuori di molti deputati, probabilmente una maggioranza dei parlamentari, forse più ampia delle previsioni. Ha presentato un programma di legislatura piuttosto convenzionale, senza particolari slanci innovativi, ma che ha probabilmente il merito della concretezza e della praticità.

A conti fatti, popolari, liberali e socialisti si sono espressi a favore, con alcuni distinguo.

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In una relazione di circa 20 minuti, interrotta numerose volte da applausi, la signora von der Leyen ha ribadito gli impegni già emersi nei giorni scorsi. Ha promesso di lavorare per promuovere la difesa dell'ambiente, l'occupazione, il welfare state, lo stato di diritto.

“Il mondo vuole e chiede più Europa”, ha detto l'ormai ex ministra della Difesa tedesca. “Dobbiamo riscoprire la nostra unità”, ha aggiunto, affermando che “l'Europa è la nostra Heimat” (casa in tedesco).

“Intendo inserire nella legislazione comunitaria l'obiettivo di fare dell'Unione un continente libero da CO2 entro il 2050”, ha annunciato l'esponente democristiana tedesca. In questo senso, vuole riformare la Banca europea per gli investimenti (BEI) perché in campo ambientale generi investimenti per 1000 miliardi di euro in dieci anni. Nel contempo, ha spiegato di ritenere “non sufficiente” l'obiettivo di ridurre del 40% le emissioni nocive entro il 2030.

“La gente non deve servire l'economia, ma è l'economia che deve servire la gente”, ha poi aggiunto l'esponente democristiana tedesca. “Dobbiamo quindi riconciliare il mercato con la società”. In questo senso, ha promesso di introdurre un salario minimo nei paesi membri (a dire il vero la competenza è nazionale) e di creare un sistema di riassicurazione per i disoccupati. Ha ribadito di volere presiedere una Commissione europea composta in modo paritario da uomini e donne.

Nel dibattito successivo al discorso, è emerso il sostegno dei popolari, dei liberali e anche dei socialisti, che finora erano divisi sul dafarsi. Il popolare Manfred Weber ha garantito l'appoggio del suo partito a un suo esponente.

Dal canto suo, la socialista Iratxe Garcia Perez ha assicurato che il suo gruppo voterà “in modo responsabile” (anche se non ha escluso dissidenze). Il liberale Dacian Ciolos ha sottolineato l'urgenza di avere una Commissione che rispecchi l'equilibrio tra l'Est e l'Ovest dell'Europa.

Sul fronte opposto, il capogruppo ecologista Philippe Lamberts ha preso atto “dei netti progressi” inseriti nel suo discorso dalla signora von der Leyen in campo ambientale, ma si è detto ancora deluso, tanto più che “abbiamo notato che non disdegnerebbe il voto populista”. Il gruppo Identità & Democrazia ha annunciato che voterà contro, ma uno dei partiti, la Lega, ha aperto la porta a un sostegno, “in linea di massima”, secondo una dichiarazione all'agenzia di stampa AGI del deputato leghista Marco Zanni.

Il capogruppo dei conservatori del gruppo ECR Raffaele Fitto è stato critico del programma della signora von der Leyen, ma non ha annunciato una decisione netta del suo gruppo sul voto di fiducia. La sinistra radicale ha invece annunciato il voto contrario. La presidente designata della Commissione europea ha bisogno del sostegno di 374 deputati su 747. Insieme popolari, socialisti e liberali contano 444 parlamentari. Il voto è previsto alle 18 di questo pomeriggio qui a Strasburgo.

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